Il Cantiere Racconta

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Cari soci e socie, educatori e educatrici, psicologi e psicologhe…,
la fase che stiamo vivendo è dura, pesante e per certi aspetti anche angosciosa. Ognuno di noi la sta vivendo a modo suo, non può che essere così. Così come ognuno di noi sta cercando di trovare il proprio modo di stare dentro questa situazione, di resistere e non soccombere. Al virus biologico di cui tutti ormai siamo consapevoli si accompagna un altro, subdolo, virus: quello nel pensiero e nella elaborazione di un sapere su tutto quello che (ci) sta accadendo; rischiamo di vivere questa situazione solo nella paura e solo nella sopravvivenza.
Il nostro mestiere è profondamente toccato da quello che sta accadendo. Non solo perché, come molti altri, non stiamo lavorando (o lo stiamo facendo poco); non solo perché le persone con cui lavoriamo (i bambini, i ragazzi, le famiglie) stanno vivendo i contraccolpi del momento – in alcuni casi aggravati da condizioni di vita già fragili e difficoltose. Ma anche perché quello che sta accadendo interroga profondamente l’educazione e l’educare e, più in generale il lavoro sociale e di cura.
Molto si sta scrivendo in tal senso e diverse sono le riflessioni. A noi sembra importante proporvi di partecipare, ognuno come può e riesce, a questa riflessione. Non solo leggendo e riflettendo ma anche scrivendo. Abbiamo quindi aperto una pagina sul sito della nostra Cooperativa, nella quale ci piacerebbe raccogliere i vostri contributi. Questo, siamo convinti, è un altro dei modi per non soccombere e non farsi travolgere dalla crisi che stiamo vivendo e provare ad uscirne avendo condiviso riflessioni, pensieri, nuovi saperi.
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IDEE PER LA PROGETTAZIONE DEL LAVORO SOCIO-EDUCATIVO
nel tempo in(de)finito del Virus

29.04.2020 - Bozza in progress a cura di Giuseppe Pinto (Cooperativa sociale Il Cantiere)
 
Questa è una prima bozza di un documento con l’intento di individuare le linee di lavoro che potranno orientare le nostre progettualità, vecchie e nuove, per i prossimi mesi.
La fase che stiamo attraversando richiede, ancora più di prima, uno sforzo da parte di tutti nel condividere riflessioni, sguardi, prospettive, parzialità e prospettive di intenti.
In diversi Ambiti, in forme diverse, siamo coinvolti in un lavoro di co-progettazione che vede insieme la realtà diversificata del Terzo Settore e le Amministrazioni Comunali nelle loro espressioni tecniche e professionali di Ambito.
Secondo questo approccio di co-progettazione, il documento (che è in divenire) vuole essere la messa in gioco di riflessioni all’interno della Cooperativa e, allo stesso tempo, uno stimolo ad individuare con altri comunanze di sguardi e letture dello scenario nel quale ci troviamo e di ciò di cui dovremo e vorremo occuparci nei prossimi mesi, nonché linee di lavoro e ipotesi di intervento.

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È un passaggio difficile.
È un transito … ma da cosa a cosa?
Mario Luzi

 

 

 

Pensieri eremiti sull’educazione al tempo della quarantena

01.04.2020 - Giuseppe Pinto (presidente Coop. soc. Il Cantiere)

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Sono a casa dal 27 febbraio. Due o tre giorni di febbre e poi, guarito, sanamente recluso in casa.
Mi ci è voluto un po' di tempo: assaporare il piacere spaesante di giornate passate solo a leggere, riposare, cucinare, sistemare casa; attraversare (e tutt’ora vivere) la preoccupazione e lo scoramento per la malattia di mio padre; aggiornare quotidianamente il triste e doloroso rosario delle malattie e dei decessi di persone conosciute, di parenti di amici e colleghi; riprendere la nuova routine dello smart working (e accorgermi delle sue pericolose derive in un lavoro H 24).
E, giorno dopo giorno, accumulare sensazioni e pensieri, immagini e riflessioni.
E accorgermi di essere pronto e di avere voglia di scrivere di questa esperienza che sto (stiamo) vivendo... Leggi tutto

L’educazione al tempo del (mancato?) incontro dei corpi

06.04.2020 - Giuseppe Pinto (presidente Coop. soc. Il Cantiere)

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A. Corpo su corpo

“Polo: il buco con la menta intorno”   Pubblicità della caramella Polo

                                                                                                    
Per qualcuno, per molti – tutti i genitori che hanno figli in età “da educare” ma anche, seppur in misura minore (faranno pure dei turni), per tutti quegli educatori che in queste settimane stanno sperimentando la clausura educativa all’interno delle tante comunità residenziali educative presenti nei nostri territori – la conseguenza della quarantena potrebbe essere intesa come un corpo su corpo... Leggi tutto

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Vita ai tempi del Coronavirus

03.04.2020 - Valentina Vecchi (Servizio di Assistenza Educativa Basso Sebino)

 

Sono a casa dai primi giorni di Febbraio e ufficialmente guarita da una decina di giorni… finalmente SERENA, almeno per quanto riguarda la mia salute. A causa delle continue ricadute ho vissuto in anticipo il distacco lavorativo, che poi si è integrato alle restrizioni previste dal Decreto. Voglio partire con le considerazioni dalla “radicale soggettività dell’esperienza della reclusione”, citata nel primo scritto, per raccontarvi le mie strade per viverla (in chiave personale e anche un po' ironica)... Leggi tutto 


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Tanti, forse troppi...

03.04.2020 - Paola Rondi (Centro Diurno Minori)

Ciao a tutti/e,
tanti, forse troppi gli stati d'animo che si sono incrociati in questo Corona tempo. Pensieri di due categorie, buoni e cattivi, un po come gli esseri umani. Pensieri consolatori che si mischiano a quelli angoscianti, come quando ti viene portata via una persona cara come si porta via la spazzatura. Quando la gioia di diventare nonna viene spenta dalla paura per quella creatura che non ha colpe. Quando ad ogni colpo di tosse ti gela il sangue. Quando ti rendi conto che non sei padrone della tua vita ma sei in balia degli eventi. Quando accendi la tv e dopo poco la spegni perchè non ne puoi più di cattive notizie. Quando pensi ai bambini che non possono socializzare. Quando pensi alle persone ricoverate e sole. Quando senti "RESTATE A CASA" ma c è chi una casa non ce l'ha. Quando pensi che ci siamo evoluti cosi tanto fino ad ammalarci.

Mi è capitato anche di fare pensieri positivi. Quando tra vicini di casa si trova il tempo di fare due chiacchere. Quando restare a casa mi da la possibilità di conoscere ancora di più mio figlio. Quando non devo caricare la sveglia. Quando penso alle polveri sottili. Quando la tecnologia mi avvicina ai miei cari e diventa preziosa. Quando tento di appassionarmi alla lettura. Quando sento che andare in montagna sarà più appagante di prima. Quando faccio la spesa per altri. Quando vedo i papà giocare con i figli. Quando grazie al mio cane apprezzo una piccola passeggiata. Quando riesco a comprare un fiore per sentire che è primavera. Quando mi fermo a fare  semplici pensieri come questi che in me hanno scatenato emozioni quasi palpabili. Tanti sono i risvolti politici e economici di questa crisi ai quali non voglio pensare, voglio però sperare che da questa esperienza ne usciremo consapevoli della nostra fragilità, senza dare più niente per scontato ma ad apprezzare ogni sfumatura della vita.

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Lavorare con gli adolescenti

04.04.2020 - Sara Sirtoli (Servizio SED, Pit Stop, Space Lab)

 

Ho colto con grande piacere l’occasione di scrivere qualcosa in merito alla mia esperienza in questo periodo come educatrice, psicologa e persona che si prende cura degli adolescenti.
Mi occupo da qualche tempo ormai di questa fase che fa parte fisiologicamente del ciclo di vita ma rappresenta contemporaneamente un momento di rottura, discontinuità nel percorso evolutivo, con l’inserimento di variabili spesso imprevedibili e difficilmente controllabili... Leggi tutto

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La mia esperienza al tempo del Coronavirus

05.04.2020 - Patrizia Benigna (Servizio di Assistenza Educativa Basso Sebino)

 
Ciao a tutti, io il virus me lo sono preso, non so bene ancora come, ma forse sono stata poco avveduta. Sono una persona che difficilmente entra in ansia, non sono neppure apprensiva e forse, per queste mie caratteristiche, ho sottovalutato lo stato di emergenza.
Dal 12 marzo sono a casa, da sola, i miei figli vivono da anni a Genova, anche il mio cane è andato in vacanza da mia sorella. Sono stata un supporto fino a quella data per mio padre, ha 87 anni ed è la persona che ha sofferto maggiormente a causa di questa mia malattia e non so come ho fatto a non contagiarlo, sono sicura che per alcuni esiste una sorta di inspiegabile fortuna... Leggi tutto

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Esercizio all'Ascolto

07.04.2020 - India Pezzotta (Servizio di educativa domiciliare e incontri facilitati)

 

In questo momento storico mi viene da pensare a quanto fortunata sono per essere chiamata a fermarmi all'ascolto dell'altro.
Vediamola come opportunità per incentivare questo senso, a potenziarlo, a discapito della vista che da sempre privilegiamo. L'essere qui fra le quattro mura domestiche, dove conosciamo già tutto ciò che ci circonda a tal punto di poter quasi camminare ad occhi chiusi, sperimentiamo l'udito, o educativamente parlando, avviciniamoci e conosciamo l'altro ascoltandolo. Eccoci qui a vivere prestando non due, ma quattro o sei orecchie per sentire i bisogni dell'altro quando ce li urla addosso o sussurra.... Leggi tutto

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Davvero ancora verranno giorni di perdono e di grazia
e te ne andrai per i campi? Come un ingenuo viandante vi camminerai,
il piede nudo carezzato da foglie d’erba medica,
ti pungeranno le stoppie e sarà dolce la loro ferita.

Leah Goldberg

 

 

 

Luna di miele amaro (lettera a Elena)

10.04.2020 - Fabio Amigoni (Progetto "Non uno di meno" - Albino)

Da ventuno notti mi addormento da solo, in un letto diventato troppo grande per me, il tuo è diventato un letto di ospedale, il mio un eremo solitario e disperato.
Quaresima ha appena iniziato il suo cammino e da qualche giorno il ritrovarsi tutti a casa per contenere il contagio ti sembra un regalo inaspettato. Non sai ancora che l’ospite inatteso cova tra di noi, invisibile e subdolo. La febbre va e viene, la tua si mantiene per giorni e il tuo respiro è diventato corto, irregolare. Ti manca quel soffio vitale che può colmare la tua sete d’aria. Mi manca la lucidita di sentire il tuo corpo alla prova e un saturimetro per controllare l’ossigeno nel sangue... Leggi tutto

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                                   Il covid sembra proprio venuto a ricordarci di quanto noi specie umana siamo stati capaci di venir meno al nostro ruolo nella creazione...

 
 

 

Io lo ho solo assaggiato

10.04.2020 - Giambattista Pelucchi (Servizio di Assistenza Educativa Basso Sebino)
 
Io lo ho solo assaggiato.
So la paura, e mi sono solo affacciatio al limite del precipizio dell' angoscia.
Ben venga Pasqua, che per fortuna va oltre il tradimento.

Oggi è il giorno del silenzio.
Basta un grido
A dire del dolore
Grande su tutta la terra
Basta quel grido
A sfidare il silenzio del Padre.
Eli, Eli, lama sabactani!?
E in quel grido
Il figlio dell'uomo

Si fa a me fratello
Come mai prima era accaduto.
Per questo egli è il figlio del Padre

Per questo
Io mi inchino
E prego
Che di me si ricordi nel perdono il giorno che verrà.
 
Venerdì Santo del 10 aprile 2020

 

COVID-19 NELLE OSSA
Stiamo
sul chi vive
tra timori e speranze
nel tempo sospeso che pure
è quotidiano dono di cui
solo ringraziare il Padre
Nostro [...] Leggi tutto
14 aprile 2020

 

MORIA
Fu sul monte dell’offerta
dove Abramo conobbe misericordia.
Sacrificio fu il capro,
Isacco fu salvo
Moria il nome del monte
della prima alleanza [...] Leggi tutto
10 marzo 2020

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14.04.2020 - Sergio Rocca (Servizio di Assistenza Educativa Basso Sebino)

 
Ho sempre pensato che, come successo parecchie volte nella storia, anche nel nostro tempo avremmo potuto subire il contraccolpo dei nostri errori verso la natura o dei tentativi di lederci a vicenda. Per la prima volta io, ma anche persone ben più anziane, ho conosciuto cose che fino al 2020 avevo appunto solo letto o studiato: il timore di espormi ad un contagio... Leggi tutto

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15.04.2020 - Massimo Perrone (responsabile del personale)

 
Questa improvvisa distanza ci sta disorientando, non solo come persone affaccendate ad affrontare questo difficile momento, ma anche come educatori. Ci disorienta perché, sino ad oggi, abbiamo fondato il nostro lavoro sul paradigma della prossimità, certi che il corpo fosse un elemento necessario dell'esperienza educativa condivisa, della relazione tra insegnante e allievo.
Parlando con diversi amici che svolgono altri lavori già vaporizzati “nella rete”, in merito alla fatica di lavorare in smart working, mi raccontavano che per loro non è cambiato nulla. Già operavano con numeri, grafici, percentuali, utenti che non implicano un'interazione personale per ottenere uno specifico prodotto, pertanto non si sentono per nulla disorientati. Il corpo nel loro mestiere non esiste già più. Ma per noi, dove al corpo si associano i gesti, gli sguardi, il tono della voce per veicolare e scambiare emozioni e stati d'animo, l'assenza di tutto ciò smarrisce il senso del nostro lavoro.
Vorrei, allora, riflettere con voi partendo dal corpo.... Leggi tutto

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15.04.2020 - Stefania Coter (Centro Diurno Minori)

 
E in attimo ci ritroviamo chiusi in casa a rimodellare il nostro tempo, i nostri ritmi, il nostro lavoro.
Per anni abbiamo sentito la frase: “devi imparare a non portarti il lavoro a casa, a mantenere la giusta distanza” e ora… ora siano distanti fisicamente ma sentiamo il bisogno di vicinanza, di non abbandonare i ragazzi e le famiglie che fino a ieri frequentavano quasi quotidianamente il Centro Diurno, di tenere un contatto costante. Esiste la giusta distanza in un periodo come questo?... Leggi tutto

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23.04.2020 - Sara Paris (Servizio SED - Incontri protetti)

 
Non sono brava a scrivere, non lo sono mai stata. Al contrario mi è sempre piaciuto pensare, lasciare vagare i miei pensieri e poi provare a rincorrerli. Però oggi voglio provarci, vorrei provare a mettere i miei pensieri "su carta", per non dimenticare la bella opportunità che questo periodo mi ha dato.
Sono Sara, psicologa ed educatrice. Per vivere mi divido tra l'attività privata, in due diversi studi di due diversi paesi, e il lavoro come educatrice, in due diverse cooperative, sempre di corsa e sempre dedita agli altri. Vivo di relazioni ed ora, che proprio queste sono messe alla prova, mi ritrovo a combattere per cercare nuovi modi di mantenere quelle già esistenti e di crearne di nuove... Leggi tutto

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02.05.2020 - Paola Patelli (Servizio di Assistenza Educativa Basso Sebino - Servizio SED)

 
Ricordo ancora la domenica di carnevale, una domenica colorata, di gioia, di festa, una di quelle domeniche che i bambini aspettano con ansia nei loro costumi vivaci e briosi… tramutata nel giorno d’inizio di una strana guerra silenziosa. L’improvvisa incomprensione, lo smarrimento, il panico esasperato di alcuni e le derisioni di altri. Un miscuglio di emozioni contrastanti di chi non capiva cosa stesse succedendo. Nel giro di poche ore ci siamo trovati spaesati, ad affrontare una circostanza mai considerata prima e decisamente sconosciuta. Sono bastati pochi giorni perché questa situazione indefinita e spiazzante diventasse concreta, sbattendoci in faccia una realtà che avrebbe rivoluzionato le nostre abitudini di vita. Leggi tutto

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