Dettagli del messaggio: IL PARTITO DEMOCRATICO: LA NUOVA ARABA FENICE.

23.06.06

Permalink 03:41:39, Categorie: Politica, 423 parole   Italian (IT)

IL PARTITO DEMOCRATICO: LA NUOVA ARABA FENICE.

di Achille Occhetto.

Si parla molto di partito democratico. Anzi, si può dire che tutti ne parlano, ma nessuno sa che cosa è esattamente. Proprio come per l'araba fenice.

Come credo si sappia, io non ho alcuna avversione per i processi di unificazione delle forze politiche, e non nutro alcuna forma di preclusione di principio, o ideologica, nemmeno per il partito democratico.
Ho invece una netta avversione per le prese in giro, alle quali, purtroppo si prestano ancora alcuni "ulivisti" in buona fede.
La principale presa in giro consiste nella circostanza che a parlare della necessità di unire i diversi riformismi della realtà politica e culturale del nostro paese sono proprio coloro che subito dopo le recenti elezioni politiche hanno dato spettacolo contendendosi il campo fino all' ultimo sottosegretario, anche a costo di usare vecchie differenziazioni ideologiche al solo scopo di mantenere o rafforzare le proprie postazioni in termini di posti o di sfere di influenza.

La presa in giro si manifesta in tutta la sua più clamorosa sfacciataggine quando di fronte alla proposta di una candidatura ad Amato si dichiara candidamente: "lui non é dei nostri". Ma come, non eravamo diventati tutti socialisti? E se Amato non é dei loro, con chi lo fanno il partito democratico?

Questi episodi ed altri ancora rivelano la natura dell'errore di partenza che si è compiuto fin da quando é stata avanzata la proposta stessa della formazione di un partito democratico. L' errore di aver preso le mosse dal contenitore invece che dai contenuti; l'errore di non aver cercato di muoversi in stretto legame con la società civile, e di aver impostato tutta la questione in termini di ristretta fusione di vertice, per altro fino ad ora mal riuscita se si tiene conto della crescente conflittualità che domina i due fondamentali apparati burocratici che dovrebbero fondersi.

E ultimamente siamo arrivati al colmo che invece di aprire un grande processo di consultazione e di ricerca di massa si é dato vita ad una ristretta cabina di regia tutta interna alla nomenclatura di partito.
Una strada questa che invece di correggere uno dei mali fondamentali dell'attuale situazione politica, che consiste nell'essere essa dominata da una partitocrazia senza partiti, la aggrava all'ennesima potenza.

Si illudono gli ulivisti ingenui che condividono queste nostre critiche, ma pensano di poterle fare valere dall'interno e aderendo all'attuale proposta di partito democratico.

La strada da seguire é un'altra: é quella della Costituente delle idee, da noi del Cantiere proposta da tempo e per la quale prepareremo, per l'inizio di autunno, una grande e significativa iniziativa. Ma di questo parleremo la prossima volta.

Commenti:

Commento di: filippo boatti [Visitatore]
esatto, bene, è ora di dire che costoro anche se in buona fede si illudono. e c'è anche un'altra categoria, quelli che ti dicono che. "non ci sono alternative". è ora di scuotere un po' questa scena politica deprimente. anche se bisogna essere altrettanto certi, e non illuderci a nostra volta, perché il partito democratico non c'è dubbio che lo faranno, e il perché lo si vede dai risultati del Senato: quando vanno coi loro "marchi" ormai non li vota più nessuno, e lo hanno capito benissimo... dobbiamo lavorarli ai fianchi senza tanti riguardi e portare sulle nostre posizioni che si illude in buona fede o chi pensa che tanto non ci sono alternative a questa specie di compromesso storico in sedicesimo dopo che il primo è già fallito. dalla tragedia alla farsa come sempre.
Permalink 23.06.06 @ 08:27
Commento di: Giovanni Argento [Visitatore]
Il problema sono le persone non i nomi. Se le persone sono le stesse le cose non cambiano. Come far cambiare le persone ?
Permalink 23.06.06 @ 09:03
Commento di: Antonio Maggio [Visitatore] · http://www.maggioantonio.it
Un saluto al blog,
credo che venga sottovalutato l'effetto Berlusconi; Berlusconi sta alla politica italiana come la Cina sta all'Unione Europea.

Così come la Cina ha accellerato il processo di unificazione europea, il berlusconismo ha accellerato il processo di unificazione del centrosinistra, deto anche compromesso storico. Una prima accellerata è stata data dalla disgregazione dell'URSS, e questo vale sia per l'Unione di centrosinistra che per l'Unione Europea, che ha spinto ad una revisione ideologica, politica e organizzativa del PCI. Ma ciò non bastava, c'era bisogno di un crollo simile anche per la dc e la sua sfera di appartenenza, e quì entra in scena tangentopoli.
Attenzione, non sto dicendo che c'è un piano precostituito alla nascita dell'unione di centrosinistra o dell'Unione Europea; sto dicendo che quei fatti esterni ed internazionali, hanno accellerato dei processi che comunque erano già in atto, anche se celati dietro l'apparenza.
Il problema vero è che non si è avuto il tempo di far abituare le masse a questo cambiamento, che è avvenuto molto rapidamente (come peraltro sempre avviene nella storia). Vi è così la necessità di mantenere delle facciate di richiamo a "vecchi" schieramenti e "vecchie" ideologie, per portare il proprio elettorato sulle nuove posizioni.
Permalink 25.06.06 @ 02:00
Commento di: alberto [Visitatore]
condivido quello che ha detto il compagno Ochetto. Necessita creare un soggetto politico non verticistico e non burocratico in prevalenza costituito da volontari dove si privilegiano i valori e gli ideali comuni e non i posti e il nepotismo.
Alberto Tacchia
Permalink 25.06.06 @ 03:20
Commento di: elio veltri [Visitatore]
A proposito della cabina di regia di cui parla Occhetto, segnalo l'articolo di George A. Papandreu, presidente del Pasok, pubblicato dall'Unità domenica 25 Giugno. Il leader dei socialisti greci consiglia il ritorno alla democrazia greca nata ad Atene e racconta come il Pasok ha inziato a scegliere i candidati facendo partecipare i cittadini. Da noi, invece, deputati e senatori, violando la Costituzione che prevede la "elezione", sono stati nominati dai segretari dei partiti che sono diventati i proprietari delle due assembleee legislative. Elio Veltri
Permalink 25.06.06 @ 12:25
Commento di: Luigi Villani [Visitatore]
Caro Occhetto
"Lor Signori", come diceva Fortebraccio, il Partito Democratico l'hanno già fatto. In Calabria per esempio hanno deciso (a Roma) che il Candidato alla Presidenza della regione doveva essere Agazio Loiero. Deus ex machina è stato l'attuale sottosegretario del Governo Prodi Marco Minniti nonchè braccio destro di D'Alema. Poi hanno chiamato 2500 cosidetti "grandi elettori" e li hanno fatti votare con le rigorose indicazioni dei partiti. Le hanno chiamato primarie di cui ancora oggi molti capi politici promotori si vantano. L'Unica novità è stata la candidatura alternativa di Giovanni Latorre rettore dell'Università della Calabria che ha preso il 18% dei consensi e che guidava il movimento di Progetto Calabrie, speranza di un cambiamento in Calabria. Il risultato è stato che Agazio Loiero è oggi Presidente della Regione ottenendo una valanga d voti con il contributo di trasfughi trasvolatori dal centro destra al centrosinistra, candidati (quelli che comunque cadono, cadono sempre in piedi!) e Giovanni Latorre continua a fare il Rettore dell'Università della Calabria. Così trattano la società civile e la cultura, falciando sul nascere ogni genuina novità considerata velleità politica. I contenuti? Quelli vengono dopo.
Caro Occhetto non credo che interessi loro la Nostra Costituente delle Idee che comunque è necessario avviare per rifondare e rinnovare la politica in Italia.
Permalink 25.06.06 @ 13:05
Commento di: ufficio stampa [Visitatore] · http://www.ilpungolo.com
INTERVISTA AD ANTONELLO DE PIERRO
Da Napolitano alle liti per le poltrone nel governo Prodi, all’Iraq, al sistema elettorale, all’economia.Il ''depierro pensiero''.



Angelo M. D'Addesio

*Iniziamo con le notizie politiche di questi giorni. La scelta di Napolitano come Capo dello Stato è condivisibile, giusta oppure si configuravano alternative possibili e se sì quali?

Sì, penso che Napolitano sia stata la scelta giusta, a dispetto dell’anzianità, anche perché vista la situazione che si era venuta a creare non poteva essere D’Alema, l’uomo giusto, avendo fatto la campagna elettorale per un determinato schieramento. Gianni Letta è stato sempre al suo posto, ma non dimentichiamo che è stato al centro dei fondi neri dell’IRI negli anni ’70 e quindi non era una figura credibile al momento. Mi ha fatto male vedere i 42 voti a Bossi, che è leader di uno schieramento che fa i raduni sul Po e cantava con i suoi seguaci la canzone “Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il Tricolore…”. Parlo di Bossi perché è stato il secondo più eletto. Penso che Napolitano è una buona figura, che sicuramente riuscirà ad essere al di sopra delle parti.

*Il Governo Prodi. Dopo la vittoria risicata che durata potrà avere questo governo e soprattutto come si risolveranno i diverbi interni ai DS o il nodo Mastella-Bonino per il Ministero della difesa?

Come durata mi auguro che sia di cinque anni pieni. Diciamo che le liti sono più nell’ambito dell’Ulivo, nel partito “unico”. Sembra che qualcuno abbia attribuito a D’Alema, la frase e la volontà di una doppia vicepresidenza del Consiglio, con Rutelli. Non sarà così. La vicepresidenza andrà, a mio parere, a Rutelli. Non sono d’accordo sulla scelta di Rutelli, in tempi passati ho trovato molto da ridire sul comportamento politico di Rutelli.

*E sulla questione Bonino-Mastella?

Sicuramente vedo molto meglio Mastella alla Difesa. La Bonino alla Difesa sarebbe una scelta contraddittoria, viste le battaglie pacifiste che la Bonino ha condotto in questi anni con i Radicali, Rutelli in primis. Non dimentichiamo il trasformismo esasperato di Rutelli, dai Radicali ai Verdi, per poi genuflettersi in Vaticano, passando alla Margherita.

*Rimanendo sull’argomento pace-guerra. A fine giugno dovrebbe esserci il rifinanziamento delle missioni in Iraq ed Afghanistan. Il governo Prodi avrà la volontà di svincolarsi dalle missioni oppure seguirà i propositi del governo Berlusconi?

Io mi auguro di no. Innanzitutto la missione in Afghanistan è stata ben diversa. Quella in Iraq è stata una missione di guerra, perché gli italiani hanno partecipato a diverse operazioni di guerra.
E’ eclatante il caso di Nassiriya. Lì sono di stanza gli italiani e ci sono gli stabilimenti dell’ENI che gli italiani hanno protetto durante la missione.

*Quali sono le possibili soluzioni politiche per risolvere questi nodi cruciali legati alle missioni in Iraq?

Io spero si trovi una soluzione che non sarà comunque facile, vista la situazione creatasi in Iraq. Penso che sia però il momento di ritirare i soldati dall’Iraq. C’è da sottolineare comunque il cinismo aberrante che accompagna il cordoglio per la morte dei militari italiani, dalla tragedia di Nassiriya. Berlusconi disse all’epoca “E’ come se fosse morto mio figlio”. Suo figlio non era lì, purtroppo o per fortuna e sono parole e frasi fatte. Il fatto di considerare i morti in terminI di mera contabilità di un bollettino di guerra dovrebbe far riflettere. Dietro ogni morto c’è una tragedia familiare che segna per tutta la vita.

*Si parla di Partito Democratico e di Casa dei Moderati. Eppure le formazioni sono molto disomogenee, la sinistra radicale va per conto suo. Saranno possibili queste elaborazioni in termini bipolari e quali saranno i tempi per queste soluzioni?

E’ una bella domanda. Io sono contrario all’unione DS-Margherita. Sarebbe il tramonto dell’ideologia. Questo già esiste, però se qualcuno ha ancora delle idee, ci troveremmo di fronte ad un’unica lista formata da coloro che combattevano, verbali o meno, ovvero democristiani e comunisti, la vecchia maggioranza ed opposizione. E’ come se in futuro si unissero Berlusconi e Prodi. Dall’altro lato la Casa dei Moderati è surreale. Nel centro-destra non ci sono moderati, per il sol fatto di aver accettato l’alleanza con la Lega Nord che è sempre stata contraria e lontana dallo spirito democratico e di moderazione. Fino a quando ci saranno certe alleanze, sarà difficile una Casa dei Moderati.

*In riferimento al sistema proporzionale come le pensa?

Ecco in riferimento a ciò è bene ricordare che l’art. 1 dice che “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”. In realtà l’Italia è stata fondata più sul denaro, sulla ricchezza, che non sul lavoro. E’ stata più che altro una plutocrazia e non una democrazia, non di certo un governo del popolo. In questo senso la legge elettorale è stata un attentato alla democrazia. Non dare neppure la possibilità all’elettore di scegliere il proprio candidato, ma imporre candidature come quelle di Previti, peraltro arrestato in questi giorni o Dell’Utri che si è avvantaggiato di una legge ad personam, altrimenti avrebbe dovuto scontare due anni e sei mesi rende l’idea di come questa legge sia da rivedere, completamente.

*Il tema scottante del lavoro. Veltroni ha riabilitato la Legge Biagi, ha detto che è da riformare, ma non da bocciare completamente. Altri la considerano l’apice e la causa prima del precariato in Italia. Che posizione ha sulla Legge Biagi?

Non dimentichiamo che questa situazione è stata determinata in parte dal centro-sinistra. Bisogna invertire la rotta. Non dimentichiamo che il centro-sinistra introdusse i c.d. “Co.Co.Co.”, ora spariti per fortuna, per poter pagare i periodi di prova. Gli stessi sono stati strumentalizzati, infatti circa tre anni fa si arrivò a circa 2 milioni e 700 mila Co.Co.Co. Vorrei sottolineare un evento abbastanza importante su questo argomento.

*Prego.

Al Ministero dei Trasporti c’è una centrale operativa, che risponde agli utenti che hanno a che fare con la Motorizzazione Civile, occupandosi dei dati sensibili di tutti i cittadini. Prima l’appalto del call-center era stato dato ad una ditta privata. E’ qualcosa di assolutamente sbagliato affidare i dati sensibili di milioni di italiani ad una ditta che può passare la mano ad altre ditte, in barba alla legge sulla privacy. Tutto ciò non è affidabile. Circa tre anni fa, in proposito feci una trasmissione in Radio su Radio Roma, in cui si parlava del Co.Co.Co, come incostituzionale, perché prevedeva una situazione contraria all’art. 4 della Costituzione, perché prevedeva un lavoro da dipendente con le non garanzie del libero professionista. Nel caso del Ministero la nuova ditta che venne impose questo trattamento e c’era chi lavorava lì da 15 anni ed a 40 anni si vide costretta ad accettare.

*E’ il caso di rivedere tutto, di attuare una vera riforma.

Adesso ci sono i “contratti a progetto”. C’è un futuro nel segno del precariato e dell’incertezza. Sono aumentati i divorzi e sono diminuiti i matrimoni. Questo è uno degli effetti collaterali di questa situazione. Oggi un giovane non può neppure comprare una cosa, perché è necessario impegnare una busta paga per un mutuo o un affitto. Una volta si diceva “Ho trovato lavoro” o “Sono Disoccupato” oggi si dice “Lavoro, ma non so cosa farò”. C’è una grande incertezza. Non si parla più tanto di usura in questi tempi, non so se è notato, ma anche questo è un altro effetto collaterale indiretto che bisognerebbe approfondire e che è conseguenza di tale sistema. Berlusconi aveva promesso 1 milione di posti di lavoro, ma se sono questi, ha vinto la scommessa, ma il lavoro è un’altra cosa.

*Faccio l’avvocato del diavolo. L’impresa italiana è in crisi. La concorrenza asiatica è molto forte. La grande impresa sceglie la strada della vendita o svendita o della fusione all’estero. La piccola impresa è strozzata e quindi o sceglie la strada della flessibilità o cede al lavoro nero? Cosa è meglio e cosa il peggio?

Lavoro significa stabilità futura e lavoro è un diritto costituzionale. Lo Stato ha il dovere di tutelare il lavoro, ma mi sembra che lo stia piuttosto calpestando. Un lavoratore che mette su famiglia, lavorando in tre mesi e per altri tre mesi non lavora più, può essere schiacciato dall’usura. Si parla di mobbing, senza che ci siano però una legge adeguata. Ho partecipato ad un convegno sul Mobbing, constatando che una legge seria si attende da anni. Solo la Regione Lazio ha varato una legge regionale, fu un consigliere di Forza Italia a presentarla, Claudio Fucci, ma fu bocciata dalla Consulta su istanza del Governo Berlusconi, cosa abbastanza curiosa. Tornando al mobbing, questo tipo di impostazione del sistema lavoro, presta il fianco al mobbing. Lavoratori con contratti di più durata sfrutteranno quelli con contratti precari
E’ una situazione da ribaltare, magari con incentivi alle imprese che possano assicurare contratti a tempo determinato e con grosse penalizzazioni per le imprese che mantengono la vergogna dei contratti precari.

*Passiamo alla politica estera. Si dice che il binomio Usa-Italia è destinato a concludersi con l’avvento del governo Prodi che guarderà verso altri modelli ed altre collaborazioni. E’ possibile che l’Italia si rifaccia al modello spagnolo o a quello francese, ad esempio nel campo dei diritti civili. E’ vero che finirà anche il binomio Italia-Usa.

Io guarderei prima al mio orticello. Prima risolverei i problemi interni. La Spagna di Zapatero sicuramente, per quello che si sente, sta rinascendo dopo gli otto anni di governo Aznar. Se parliamo dei diritti civili, se vogliamo chiamarli così, io posso essere d’accordo personalmente con i PACS, ma non con le unioni omosessuali. Per giunta nella cattolicissima Spagna. E’ un po’ una contraddizione. In paesi come il Brasile forse non si arriverà mai ai matrimoni gay.
Quanto al rapporto con gli Usa, spero che possano continuare, ma attenzione, devono essere rapporti di scambi reciproci e non di sudditanza. Il Governo Berlusconi si è piegato al governo degli Usa. Lo stesso partito di Forza Italia ha una visione servilistica, Berlusconi ha impostato il suo modello con gli Usa allo stesso modo, ovvero servi del volere di Bush.
Quanto ai diritti civili, gli Usa stessi hanno molto da imparare, se pensiamo agli innocenti che aspettano il giudizio solo perché non possono pagare le spese legali. Si parlava poi di mercato con l’estero. Se penso alla Cina che è lo stato che vanta al mondo il maggior numero di esecuzioni capitali. Ebbene, fino a quando non ci sarà uno standard di rispetto dei diritti umani, io frenerei l’espansione commerciale ed economica della Cina verso l’Occidente.

*Le chiederei un parere sulla vicenda Calcio. Tema banale, ma saltato agli occhi della cronaca, della politica.

Io sono sconcertato da quello che è successo. Siamo abituati a situazioni poco pulite dell’universo Calcio. Situazioni poco chiare ci sono state anche in altri sport ed in altri organismi. Il Calcio è un gioco. Quando il Calcio diventa business, con squadre quotate in borsa ed altro. Non dimentichiamo i crack di Cagnotti e Tanzi. Dove c’è business si vengono a creare situazioni che permettono alle persone di arricchirsi illecitamente. Negli altri sport non esiste ancora tutto questo. Pensiamo al Calcio dei grandi valori, al grande Torino, perito a Superga, con grandi calciatori che giocavano per un premio-partita che poteva essere un cappotto.
Questo non dovrebbe accadere. E’ il caso di fare vera pulizia e che i magistrati vadano veramente fino in fondo per punire pesantemente i reati che sono stati commessi e dare una lezione a questi signori. Fra questi c’è anche Carraro e mi dispiace che sia stato sindaco anche a Roma, una città bella, rinata. Mi fa scemare un po’ di orgoglio di essere romano.

*Ultimo punto. Cosa dovrebbe fare un governo, in questo caso, il Governo Prodi, non dico in cento giorni, ma con estrema urgenza almeno nei prossimi sei mesi. Tre priorità su cui intervenire.

Prima di tutto la scuola. Soprattutto dopo la riforma Moratti che svalutato la scuola pubblica. Bisogna dare a tutti l’accesso alla scuola pubblica, al sapere che è il segno distintivo di un popolo. Altra cosa su cui operare la sanità. Un esempio è il modello tedesco è molto avanti. Si paga una tassa più elevata, ma in Germania viene tutto rimborsato, visite private comprese. Conosco un caso spaventoso di un barbone dimenticato su una lettiga fuori dall’Ospedale di Ostia. La tutela della salute è un diritto da non calpestare che favorisce anche una società più laboriosa. Infine va rivisto completamente il sistema lavoro, a partire dalle assunzioni.


Antonello De Pierro, giornalista, direttore del portale di informazione nazionale Italymedia e da tempo impegnato nel giornalismo di denuncia sociale. Ha collaborato per “La Stampa” e “L’Opinione”, ha diretto nel 2003 il mensile “Nuove proposte” ed ha condotto programmi nel circuito tv Stream, oltre che essere un assiduo ideatore di trasmissioni per Radio Roma ed altre emittenti locali nel Lazio. Oggi è molto attivo nel giornalismo on line e nell’informazione telematica grazie al sito di informazione da lui diretto Italymedia.it



Permalink 25.06.06 @ 19:54
Commento di: Marcello De Marco [Visitatore]
Io definirei questa idea del partito democratico l'ennesimo tentativo di affermare quella strategia politica che si potrebbe definire sinistra light, ovvero un pasticcio di idee tendenti quasi sempre al moderatismo e alla ricerca di un dialogo con una destra che vuole solo lo sfascio della società civile. Questa tendenza fino a pochi anni fa aveva un alro nome: craxismo. E' ora di smetterla con questa perversione a rinnegare principi e valori saldi da difendere nella loro integrità. Non si possono barattare la giustizia, la libertà, l'equità, valori per cui i nostri padri costituzionali hanno lottato e hanno pagato anche con la vita, con questo marciume politico interessato solo al marketing elettorale e all'inciucio per la salvaguardia del potere. Mi auguro che le dirigenze di partito di questa sinistretta si rendano conto, anche dal voto di ieri, che la gente urla a gran voce un desiderio di rinnovamento e di coerenza nella difesa dei veri valori di sinistra.
Permalink 27.06.06 @ 02:36
Commento di: Rosella Lini [Visitatore]
Ero a Roma il 17 giugno, al teatro Quirino, tra i convocati di "Incontriamoci".
Ho accolto l'invito per ascoltare le ultime sul fantomatico Partito Democratico.
L'unica cosa che mi sono portata via è stata la certezza che " con quelli non andiamo da nessuna parte"!
Da dieci anni partecipo credendo o credo partecipando, non so.
Sono di quelli, insomma, che festeggiano il decimo anno di speranze frustrate.
Ho sentito risposte al limite della decenza intellettuale.
Alla domanda da parte della platea sulle ragioni del deludente modo di fare il governo, la Melandri, ministro,ha risposto che il problema consisteva nel fatto che Berlusconi non riconosceva la vittoria.
All'altra legittima domanda sul perchè il numero dei sottosegretari fosse da record, Giulio Santagata, ministro,ha risposto con una domanda." Vi sembra giusto, ha chiesto, che chi ha contribuito al successo dello schieramento non ricevesse niente come riconoscimento dell'impegno?".
E l'ineffabile Dario Franceschini non ha evitato di parlare della solita " cabina di regia".
Sono d'accordo con Achille Occhetto sul Partito Democratico. Penso, però, che senza riprendere un contatto vero con i territori le oligarchie avranno sempre la meglio.
P.S. Gli psicoanalisti usano le metafore per comprendere ciò che appare nascosto alle esplicitazioni del linguaggio.
E' interessante analizzare la metafora usata da Santagata per rappresentare la partecipazione civile." La partecipazione" ha detto, " è una bestia che più mangia e più ha fame".
Cosa direbbe uno psicoanalista non so, a me ha dato i brividi
Permalink 27.06.06 @ 08:15
Commento di: Andrea Di Paola [Visitatore]
In Italia governa un sistema altamente colluso, al 41° posto per trasparenza, ma questa oligarchia (trasversale) ed i suoi tentativi camaleontici -partito democratico, ad es.-sarà smascherata ancora una volta e, mi auguro, mandata a casa per sempre dall'azione della magistratura, potere ancora una volta costretto a supplire alla grave carenza di etica dell'intera attuale classe politica. Un pò di pazienza...
Permalink 27.06.06 @ 09:30
Commento di: panus [Visitatore]
Penso che il partito democratico vada fatto. Ma condivido le preoccupazioni di Achille Occhetto che vede l'incipiente formazione di tale partito come una sommatoria di burocrazie.
Sono d'accordissimo sul fatto che il Pd debba essere collegato alla società civile. Ma questo potrà accadere solo se la cosiddetta società civile faccia propria l'idea del Pd e vi aderisca in massa imponendo i suoi punti di vista. Gli apparati degli attuali partiti non cederanno mai nemmeno una briciola del loro potere. Se non fosse così, non sarebbero apparati burocratici, ma un'altra cosa.
Quindi sono d'accordo con la Costituente delle Idee che può essere un mezzo per imporre, o, quanto meno, far conoscere il punto di vista della società civile e di quanti hanno opinini diverse dalle grige e incartapecorite burocrazie di partito.
Oggi il punto di riferimento mi sembrano Prodi e il suo entourage. E lo dico io che fino a qualche anno fa ero rifondarolo.
Secondo me, se vogliamo imporre nuove idee dobbiamo puntare su Prodi, sostenendolo e rafforzandolo. E attraverso tale sostegno, far passare le idee migliori e più confacenti al nostro paese e al suo corpo sociale. Insomma, lo dico chiaro e tondo, io penso a un prodismo di sinistra, perchè oltre a Prodi e alla sua politica, non intravedo novità nel panorama del centrosinistra. Quindi, dico: sostegno a Prodi e avanzamento delle idee e delle istanze della parte migliore della società civile, per una nuova giustizia sociale, per la redistribuzione del reddito, per i diritti civili,per un nuovo stato sociale.
Tatticamnte, e strategicamente, mi sembra questa la via da seguire. Per questo mi sono convertito all'idea del partito democratico. Tutto il resto mi sembra solo fumo ideologico, buono per coprire interessi di caste, anche negli altri partiti e partitini dell'Unione.
Permalink 27.06.06 @ 09:58
Commento di: filippo boatti [Visitatore]
caro panus ma tu proponi che la società civile "faccia propria in massa" l'idea del partito democratico e, addirittura, imponga i suoi punti di vista. una specie di "entrismo trozkista" di massa! se c'è una cosa verso cui la società civile non ha il minimo interesse, con tutti i problemi che ci sono, è di aderire a un nuovo partito stabilito da un ristrettissimo direttorio di costituenti: dieci persone! mi viene da fare la battuta: come i saggi di Lorenzago, solo un po' più chic. l'altra cosa molto poco probabile è il "prodismo di sinistra", bisogna cominciare a capire che Prodi è co-responsabile e ispiratore di questi processi oligarchici. certo Prodi ha anche molte qualità ma come uomo politico è un apprendista stregone e ha già dimostrato di cercare il plebiscito più che la partecipazione popolare (si veda le primarie senza veri concorrenti). mi si passi un altra battuta, ma Prodi e i suoi collaboratori Parisi e Santagata e quant'altri sono dei pericolosi giacobini, non dei veri costituenti o federatori di forze dal basso! diciamo la verità: non gliene importa niente, inutile chiedere a Prodi ciò che non ci può dare, quello che stanno costruendo è un sistema molto meno democratico e partecipativo dei vecchi partiti, che già non brillavano per democrazia, ma almeno per partecipazione un po' sì! è ora di dire in faccia a lorsignori che abbiamo capito il loro gioco, qui è inutile diplomatizzare, su questi temi bisogna scontrarsi! Prodi deve governare, con tanto di maggioranza traballante al Senato, e problemi giganteschi da affrontare, come pensa di poter governare e fondare un partito al tempo stesso? via, è una presa in giro, se vogliamo aiutare Prodi dobbiamo impedirgli di farsi (e farci) del male da solo. i ceti dirigenti di due partiti che non riescono in nessun modo ad allargare la propria rappresentanza sociale e anzi arretrano, stanno solo cercando l'ennesima scorciatoia per continuare a galleggiare, non ci sarà nessuna vera partecipazione dal basso e chi andrà credulo e ingenuo a cercarla rimarrà profondamente deluso.
Permalink 27.06.06 @ 10:36
Commento di: Atos Benaglia [Visitatore]
Car.mo Achille,
sono naturalmente d'accordo con la tua analisi, precisa e puntuale .
Ma il partito democratico è peggio che un'araba fenice : è l'ennesima presa in giro a migliaia di appassionati militanti di sinistra che si ostinano a credere che i dirigenti D.s. e Margherita vogliano davvero costruire un'aggregazione democratica partendo dal basso e con l'apporto concreto dei movimenti e della società civile .
Mette inoltre a rischio l'esistenza stessa di una incisiva forza della sinistra nel panorama politico del Paese .
Se il nefasto progetto continuerà il suo cammino, sarà inevitabile una diaspora di tanti militanti D.s.
contrari allo stesso .
Tanti compagni della "sinistra per il socialismo" di Salvi e Mele , ma non soltanto loro, saranno costretti ad operare scelte improcrastinabili e coraggiose, che li porteranno inevitabilmente sulla nostra stessa strada .
La "Costituente delle Idee" ha un grande fascino, ma ne ancora di più la ri-costruzione di un nuovo grande "Partito Democratico Socialista" .
Caro Achille : credo proprio che l'acronimo P.D.S. avrò di nuovo un senso e un futuro .
Un abbraccio

Atos Benaglia
Pianoro-Bologna
Permalink 27.06.06 @ 16:50
Commento di: Carmela Riccardi [Visitatore]
Verso Un Partito Democratico: parliamone

A tutti quelli che hanno l'onestà di non credere che la formazione del centro sinistra che si presenta alle elezioni abbia elaborato idee credibili, condivise e partecipate anche dal “basso”, per una emancipazione democratica nel nostro paese.

A tutti quelli che credono sia arrivato il tempo di pensare cosa vogliamo da una politca democratica e di curare lo stato di salute della nostra malandata democrazia.

A tutti quelli che pensano che sia giusto esigere trasparenza dei processi deliberativi in una democrazia.

A tutti quelli che credono che i partiti da soli, in piena crisi di classe dirigente, così poco rappresentativi, e così legati alla conservazione del potere, possano avviare la costruzione e la costituente di un partito democratico.

A tutti quelli che credono che la stessa società civile e gli stessi movimenti non sono immuni dalla crisi che investe la rappresentanza parlamentare: nessuno si senta al riparo da autoreferenzialità e degrado culturale! Nessuno pensi di sapere ascoltare l'altro! Nessuno presuma di avere l'idea giusta perché l'unica idea giusta è quella argomentata, condivisa e deliberata.

A tutti quelli che sanno di essere uomini e/o donne flessibili fragili, contraddittori, e che fanno fatica ad impegnarsi con continuità a progetti comuni.

A tutti quelli che pensano che la crisi di senso delle nostre esistenze e delle nostre azioni c'è, e che in questa crisi il mercato assecondato da individualismo ed utilitarismo c'entra qualcosa.

A tutti quelli che non vogliono cedere al ricatto dell'emergenza che impedisce l'ascolto e qualunque analisi e critica. Lo stato di emergenza impedisce la costruzione di progetti condivisi a medio e lungo periodo. Lo stato d'emergenza ci impedisce di vedere il futuro e di desiderarlo Lo stato di emergenza continua ci destabilizza. Le minacce terroristiche, i disastri ambientali, le disegualianze sociali e l'incertezze dei nostri diritti alimentano la nostra epoca di “passioni tristi”.

Noi “schiavi moderni”, o se si preferisce cittadini in solitudine, siamo tristi e rassegnati, quasi sempre soli e senza legami, evitiamo di impegnarci troppo e cerchiamo di non avere obblighi e responsabilità verso le persone e verso lo spazio pubblico. Il mercato ci indurisce ma noi ci lasciamo indurire e poi siamo abili nel rimuovere tutto comprese le nostre responsabilità.

Noi “schiavi moderni” perché dovremmo essere interessati a partecipare alla costruzione di un partito democratico? Perchè dovremmo riprendere a frequentare lo spazio pubblico con modalità continuative? Facciamoci delle domande e proviamo a darci delle risposte, magari non da soli.

Se Noi siamo “schiavi moderni”, i partiti sono in crisi di rappresentanza e la crisi democratica investe le sue oligarchie. Ma le domande giuste i partiti non se le vogliono porre e trovano in nemici esterni e nelle continue emergenze elettorali giustificazioni pubbliche al personale mantenimento del potere. Il cinismo sembra essere diventata un virtù pubblica.
I partiti sono indispensabili ci dicono, ma certamente quelli che abbiamo sono quasi inservibili. Certo abbiamo bisogno di formazioni politiche che organizzano le domande sociali e che elaborino le scelte politiche. Ma come facciamo a riportare i partiti su questa strada, sulla strada dell'ascolto e dell'organizzazione delle domande sociali? Crescono i movimenti che cercano di segnalare le nuove domande sociali a cui i partiti dovrebbero provare a dare risposte. Alain Touraine ci ricorda che i partiti ed “il loro spazio è stretto tra la moltiplicazioni delle lobbies da un lato, e, dall'altro, lo schiacciamento delle domande sociali per opera delle ideologie e degli apparati politici”, e “Più un partito si considera portatore di un modello di società ( invece di essere un semplice strumento di formazione delle scelte politiche) più la democrazia è debole e più i cittadini sono subordinati ai dirigenti dei partiti”.
Permalink 28.06.06 @ 02:50
Commento di: panus [Visitatore]
Un entrismo di massa? Non sarebbe male come idea, se per "entrismo" intendessimo partecipazione dal basso. Intanto, accettiamo l'idea che il partito democratico è l'unica proposta in campo. Possiamo dire che deve avere una connotazione fondativa dal basso, ma non credo che possiamo criticarla e basta. In alternativa cosa ci sarebbe? La babele di partiti e partitini che oggi come oggi connota la sinistra italiana, in particolar modo quella cosiddetta radicale? Che senso ha avere in campo due partiti comunisti? Secondo me nessuno.
L'opportunità di fondare un partito laburista c'è stata, quando Cofferati era ancora segretario della CGIL, ma anche allora prevalsero gli apparati sulla prospettiva di rifondare un partito che riunisse tutte le sinistre dal riformismo diciamo così forte. E non se ne fece nulla. I girotondi?
Bè, che facciamo? Girotondiamo per tutta la vita? E poi? A un certo punto anche Moretti si è stancato ed è tornato a fare cinema.
Quello che mi colpisce, ma non è una novità nella sinistra italiana, è che filippo boatti critica e spara a zero sul possibile Pd, ma non mi dà un'alternativa. A lui stanno bene le cose come stanno? con un centrosinistra diviso in una dozzina di partiti? Almeno il Pd, in linea di principio, è un'idea forte che può unificare e stabilizzare il csx con un programma caratterizzato da un riformismo autentico.
Prodi lo possiamo criticare quanto vogliamo. Ma quale è l'alternativa? Anche D'Alema, Bertinotti, Rutelli e Marini sono stati costretti a riabilitarlo, e adesso fanno a gara a chi si dichiara più amico di Prodi.
Sarà un tecnocrate, sarà un vecchio democristiano, ma Prodi è l'unico che ha un'idea chiara e forte della società italiana, dei suoi problemi di sviluppo e delle connessioni internazionali in epoca di globalizzazione.
Nemmeno Occhetto, nel suo intervento iniziale in questa discussione, si scaglia contro Prodi o contro l'idea di principio del partito democratico. Fa critiche agli apparati, che lui conosce benissimo e sa quanto possano essere inibitori, ma non dice sbarazziamoci di Prodi ed esorcizziamo l'idea del Pd. Oggi Prodi e il Pd sono e possono essere la cerniera del csx. Ne dobbiamo prendere atto. Se avanzano idee più innovative, mi sta bene. Ma per favore ditele e non limitatevi solo a parlare contro.
Permalink 28.06.06 @ 07:48
Commento di: filippo boatti [Visitatore]
Caro panus, ti do' l'alternativa secca, visto che Rifondazione sta diventando come Sinistra Europea un partito non più comunista, visto che ci sono associazioni come il Cantiere interessate a un processo costituente, riunifichiamo la sinistra. E' semplice, lineare! Invece di unificarvi coi democristiani, che è una cosa piuttosto singolare, rimettiamo assieme i pezzi di sinistra. C'è perfino il rischio che la società civile si appassioni! Per quanto riguarda Prodi, ha sicuramente molte qualità e molte buone idee ma (1)bisognerebbe abituarsi quando ci sono delle critiche da fare, a farle, e ce ne sono molte e (2)non ti sembra balzana questa idea di edificare un partito intorno a una persona? Cioè bisogna fare il partito democratico perché c'è Prodi? E quando non ci sarà più Prodi cosa farete, lo clonerete? Se invece volete perseverare nell'idea di unificarvi coi democristiani, allora dite semplicemente la verità, che siete diventati anche voi moderati e che l'idea vi piace, invece di accusare noialtri di essere malevoli verso Prodi, no? Se volete unificarvi fatelo, litigate fra unificanti, fatevi le scarpe fra democristiani, è una cosa un po' strana questa di venire ad accusare di essere malevoli verso Prodi quelli che non sono d'accordo in tutto con lui. Un partito su misura per Prodi non ti sembra un'idea un po' berlusconiana?
Permalink 28.06.06 @ 12:52
Commento di: filippo boatti [Visitatore]
Caro Panus, è proprio la retorica emergenziale denunciata dal precedente intervento di Carmela Riccardi, agitata ad arte dai leader politici e dai media che ti fa ragionare in questo modo. Se i cittadini credono che c'è un emergenza, saranno più propensi a delegare i loro poteri alle oligarchie: il problema è che sono proprio queste oligarchie a soffiare sul fuoco dell'emergenza e spesso addirittura a crearle dal niente: per preservare il proprio potere. Per loro è sempre facile additare la crisi della società per portare acqua alla soluzione forte e all'eventuale uomo forte, il fatto è che la democrazia si differenzia dagli altri sistemi politici perché prende atto che la società è complessa e non monolitica ed è bene che sia così, ed è sempre in crisi poiché sempre in trasformazione, e si da regole tempi e modi adeguati, e più ragionati per trovare delle soluzioni alle crisi... invece la retorica dello stato d'emergenza serve a dare delle apparenti soluzioni nel breve periodo, e a moltiplicare i problemi nel medio e nel lungo: cosa che permetterà a chi è in alto di continuare ad agitare lo spettro di nuove emergenze. Certo che ci sono le crisi, ma la cosa più sbagliata è accettare tempi e modi che non sono propri delle democrazie. In questo senso ripeto quello che penso, Prodi sbaglia e tutta questa retorica del partito democratico va completamente smontata perché è pericolosa per lo stesso Prodi. Se poi invece, una volta dismessa la retorica dell'emergenza, avrete deciso di essere diventati moderati e di dover fare un bel partitone centrista, fatelo, ma dite che siete moderati, non potrete continuare a raccontarci che senza il partito democratico ci sarà l'apocalisse o, come ha detto lo stesso Prodi: "senza di me resteremo sessent'anni all'opposizione". Evviva la modestia, dopo di lui il diluvio.
Permalink 28.06.06 @ 13:19
Commento di: panus [Visitatore]
Caro Filippo, non mi pare proprio che Rifondazione, Verdi, PdCI e Sinistra Ds abbiano all'ordine del giorno il tema dell'unificazione. E quand'anche si unificassero, sarebbero sempre una minoranza, per quanto consistente, sia nel paese che nell'Unione.
Ma lo vuoi capire che gli apparati, le burocrazie e le oligarchie stanno anche in questi partiti medio piccoli. Secondo te, perchè finora Rifondazione ha impedito ogni processo unificatore e semplificatore? Si potevano unificare quando le oligarchie Ds erano tramortite, e c'erano i girotondi e la CGIL di Cofferati in piazza. Ma non l'hanno fatto, perchè ognuno doveva coltivare il proprio orticello ed era geloso dell'altro . Se lo facessero oggi, sarebbe una buona cosa, ma non lo farebbero certo sulla spinta di movimenti di massa, ma come pura sommatoria di burocrazie.
Ho l'impressione che tu abbia una concezione della democrazia come quella che molti liberisti hanno del mercato: cioè, che si autoregoli da solo. Non credo che sia così. Fosse stato così, il regime mediatico-berlusconiano non avrebbe fatto breccia, perchè, secondo i tuoi ragionamenti, la democrazia avrebbe generato da sè gli anticorpi per ostacolarlo. Invece, quanti cittadini si sono fatti sedurre dalle tv e da Berlusconi... La democrazia va anch'essa guidata, orientata, regolata e alimentata. Fosse diversamente, non avremmo bisogno nè di una carta costituzionale, nè di una legge sul conflitto di interessi. La reazione e il sopruso stanno sempre dietro l'angolo, come ci hanno insegnato 5 anni di malgoverno berlusconiano.
In questi anni siamo stati proprio noi di sinistra, dall'opposizione e dalle piazze, a lanciare gli allarmi. Abbiamo paventato il regime, abbiamo denunciato l'impoverimento delle masse quando rilevavamo che la maggior parte delle famiglie non arrivava a fine mese, abbiamo detto che questo non è un paese normale dove, ancora tutt'oggi, quando i magistrati inquisicono qualcuno ricevono le contumelie di buona parte della classe dirigente. Ma non per questo i vari Occhetto, Giulietto Chiesa, Flores D'Arcais, Nanni Moretti, Pancho Pardi erano degli emergentisti o dei catastrofisti, anche se a destra, ma non solo, venivano definiti delle cassandre o dei menagramo.Il paese deve essere governato qui e subito, e non di là da venire. La speranza nel sol dell'avvenire non ci ha mai portato da nessuna parte, e soprattutto non ci ha portato mai al governo. La democrazia e la società odierna, come giustamente dici tu, sono complesse. Ma proprio per questo chiedono di essere governate con idee e programmi chiari.
Permalink 29.06.06 @ 08:15
Commento di: filippo boatti [Visitatore]
Ma caro panus, devo impedirti di sovvertire quello che ho scritto nel senso che ti piace di più, anzitutto chi promette il sol dell'avvenir siete voi con la proposta semplificatrice del partito democratico come grande panacea di tutti i mali! E poi è evidente che ci sono le burocrazie anche nella sinistra radicale ma almeno hanno il pregio di essere chiaramente rimaste ancorate a valori di sinistra, non si sono piegate alle sirene moderate o almeno tentano di resistervi, e questo mi sembra una discriminante di un certo peso. Poi dici che la democrazia deve essere indirizzata, ma indirizzata da chi? Una democrazia "indirizzata" non è una democrazia, è una oligarchia. La democrazia è un fatto tecnico, oltre che un insieme di valori, e pone delle regole che devono essere rispettate. Se qualcuno cerca di "indirizzare" queste regole, dove va a finire la democrazia? La democrazia pone dei limiti ai poteri dei governi e delle maggioranze, l'esatto contrario di come la intendete voi che ci proponete di mangiare questa minestra o saltare dalla finestra? E perché mai? Troverete sulla vostra strada tante persone che si rifiuteranno di mangiare la vostra minestra, cominciate ad abituarvi. E poi quali sono queste idee chiare e forti espresse da Prodi? Finora non si è capito assolutamente nulla di quello che Prodi ha in mente e propone per l'Italia, il governo da lui presieduto ha emesso una serie di segnali del tutto contradditori e incoerenti fra di loro, eppure in Parlamento il gruppo unico dell'Ulivo è già stato realizzato. E in concreto cosa è cambiato: niente, con o senza partito democratico questa maggioranza governerà a vista per i prossimi cinque anni, se va bene. Già che ci siamo, a proposito di emergenze vere ed emergenze finte, ma la grande emergenza nazionale di questo paese non era il conflitto di interessi? Com'è che non se ne parla più? Forse ci siamo sbagliati, era una falsa emergenza, oppure più credibilmente "passata la festa, gabbato lu santo".
Permalink 29.06.06 @ 09:19
Commento di: panus [Visitatore]
Caro Filippo, intanto ti devo chiarire che io parlo a titolo puramente personale, perchè non ho nessuna tessera, non milito in nessun partito e non faccio il portatore d'acqua di nessuno. Esprimo solo le mie idee e lo faccio da libero pensatore.
Non ho detto che la democrazia va "indirizzata" (e poi dove?), come vorresti farmi dire tu. Ho detto che semplicemente va orientata e alimentata, attraverso un pensiero teorico e culturale forte, di cui si sente un gran bisogno. La democrazia, dico, non si foraggia con un pensiero debole e autoreferenziale, o con la solita pappardella della difesa dei valori di sinistra che poi non si capisce bene quali debbano essere. E poi, una burocrazia che si aggrappa ai valori è una contraddidzione in termini. Piuttosto, diciamo che le burocrazie campano di rendita su certi presunti valori, come la chiesa ha sempre campato di rendita sulla bibbia.
A me sembra un poco ingeneroso scagliarsi contro TUTTI i democristiani (e ti assicuro che io non sono, nè mai sono stato, nè democristiano, nè cattolico, nè credente,e all'epoca del "compromesso storico" ero pure strenuamete contrario), specialmente all'indomani di un referendum in difesa della Costituzione stravinto con un comitato per il NO presieduto da un illustre e attempatissimo ex democristiano che ancora va in giro con la madonninna appuntata sulla giacca.
Detto questo, anche dai tuoi interventi non riesco a intravedere una politica di ampio respiro che si ponga veramente il problema del cambiamento.
Prodi un'idea chiara ce l'ha: questo paese va risanato e bonificato. E io sono d'accordo con lui, e questo è già un buon punto di partenza. Allargare questo risanamento in una prospettiva di più ampie riforme sociali ed economiche, nel senso della legalità, della redistribuzione del reddito, dello sviluppo compatibile, del miglioramento della formazione, ecc., sta alla capacità delle forze, politiche, sociale e culturali, che compongono la coalizione, e quindi alla possibilità che le politiche di rinnovamento e di miglioramento sociale prevalgano sulla conservazione e sulll'ulteriopre coltivazione degli intressi di caste, lobbies e corporazioni. Per questo insinuavo nel mio primo intervento l'idea di un prodismo di sinistra, posto che attualmente quella di Prodi è la cultura più incisiva, pragmatica e unificante del centrosinistra.
Tutto il resto, scusami tanto, ancoraggio ai cosiddetti valori di sinistra compreso, mi sembra solo aria fritta.
Permalink 29.06.06 @ 09:54
Commento di: filippo boatti [Visitatore]
Caro Panus, ma io non ce l'ho assolutamente coi democristiani, anzi conosco molto democristiani più coerenti di molti uomini di sinistra (e del vero tecnocrate e finto politico Prodi), se tu continui a voler prendere fischi per fiaschi, non so che farci, io dico solo, appunto, che ci sono delle notevoli differenze politiche a cui non è possibile passare sopra riducendo tutto ad uno. Le famiglie politiche e le scuole di pensiero esistono ancora, solo delle classi dirigenti scadenti impreparate e provinciali come quelle italiote vogliono negarlo. Questa è semplicemente una grave illusione e produrrà degli sconquassi, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa del governo. Quanto al fatto che Prodi esprima la cultura più forte e incisiva, questo è tutto da dimostrare. Dal punto di vista politico Prodi si è rivelato un gran pasticcione, oltre al fatto che finora Prodi ha dimostrato delle ambizioni da uomo forte: su questo non ci piove. Certo forse Prodi ha dimostrato una maggiore ansia di bonificare e ripulire il paese rispetto agli attuali leader della sinistra, ma poi nei fatti non si sono viste molte differenze, e inoltre questo non si può chiamare un pensiero politico. Invocare un partito pragmatico senza riferimenti ideologici e un pensiero politico di rifermento è pura demagogia. E oltrettutto, siccome la via dell'inferno è lastricata di buone intenzioni, molto meglio l'aria fritta di certe idee giacobine, non vi rendete conto di essere dei pericolosi bolscevichi. A me piacciono le cose lineari anche se magari un po' scontate, specie quando c'è di mezzo la politica, la vita delle persone, prima si fa A, poi si fa B, poi si fa C, poi si passa a D, le somme si fanno con i simili, con le moltiplicazioni bisogna andare cauti. Viva l'aria fritta.
Permalink 29.06.06 @ 10:48
Commento di: Marco Ottanelli [Visitatore] · http://www.democrazialegalita.it
Intanto, grazie ad Achille Occhetto. In poche parole, il dibattito che si è aperto è sulla opportunità o meno del Partito Democratico. Fermo restando che ognuno fa legittimamente quel che più desidera, e che se i DS e la Margherita hanno scelto quella strada, sono liberissimi, la domanda che ci dobbiamo porre come cittadini e persone di sinistra è: ma se ne sente VERAMENTE il bisogno?
Provo a spiegare il concetto: non mi pare che la "riduzione artificiale" dei soggetti politici, sempre e solo voluta dalle dirigenze e- guarda caso- mai dai "popoli" sia la soluzione di alcunchè. Le distanze ideologiche tra i partiti e all'interno degli stessi partiti in Italia sono enormi, il che vuol dire che ci sono differenze immense suoi temi forti, sulle questioni vitali. Raggruppare in una accozzaglia maldefinita due partiti che, anche al loro interno, presentano inconciliabilità e incongruenze spaventose, NON significa un bene nè per l'Italia nè per la sinistra. Significa assicurare al paese la vera ingovernabilità, quella che deriva dalle contradizioni delle coalizioni, non dalle leggi elettorali o dal sistema politico. Vuol dire regalare ad un pugno di correnti il destino del Paese, in una serie di veti incrociati. Tipo DC anni 50 o 70. Ma in quegli anni, mi si dirà, sono state fatte tante scelte importanti. Si, ma a prezzo di un crollo verticale delle garanzie democratiche, a suon di bombe, stragi, patti con la mafia e con il malaffare industriale. Ciononostante, quella era un'epoca più vitale della nostra. Ormai Margherita e DS sono solo lobbies di poteri a volte espliciti (Vaticano) a volte sotterranei (Unipol) a volte inconfessabili (...omissis...). E l'unico motivo REALE per cui si vuole, da parte della dirigenza dalemian-rutelliana, questo partitone, è per mettere sotto ricatto tutte le altre componenti della sinistra, radicale o socialista che sia. Ma come si potrebbe attuare una simile "dittatura di un partito solo" se ci sono le differenze ideologiche che accennavo? Semplice: con la Bozza Amato e tutte le genialate della Bicamerale.
E' per questo che vedo il PD come l'anticamera della "fine del dibattito" in Italia. O forse, è proprio la camera da letto.
Permalink 29.06.06 @ 11:56
Commento di: Tullio Cipriano [Visitatore]
Ma perchè continuiamo a guardare alla nostra destra? Ha ragione Mussi, non siamo noi che ci siamo allontanati da loro, sono loro che hanno tradito la "ragione sociale" di quel PDS nato dalla svolta. Quel partito che usciva "a sinistra" dal PCI e che non compendiava l'inciucio, le bicamerali e i partiti unici con Rutelli e De Mita. Se l'avessero detto a noi, mentre facevamo la tessera della prima quercia con la bandiera del PCI alle radici, che avremmo fatto questa fine, avremmo risposto indignati che era proprio per evitare la marginalizzazione della nostra storia che andavamo a creare un partito che si legava alle esperienze migliori del socialismo europeo. Proprio per "non morire democristiani" avevamo deciso che la sinistra italiana doveva emanciparsi a sinistra di governo. Beh, ci hanno scippato da un pezzo di quel partito e noi stiamo ancora lì fermi a guardare mentre scappano col bottino.
Allora puntiamo la barra a sinistra e ricostruiamo la nostra casa. Ci hanno sfrattato, come inquilini morosi, e noi dobbiamo costruirci una casa dei quali essere padroni per non essere più cacciati via. Mettiamo a disposizione le nostre intelligenze per un progetto a sinistra del PD (non ci vuole tanto basta scostarsi un pochino dal centro) e collaboriamo per la costituzione di una sinistra che unisca coloro che lavorano per superare il modello capitalista della società. Aiutiamo Rifondazione a liberarsi delle sue frange estreme e rivoluzionarie, accettiamo il contributo talvolta conservatore ma intransigente di Diliberto, sposiamo le istanze ambientaliste e per lo sviluppo sostenibile dei "Verdi-pecorariani" e soprattutto....diamo voce ai non rappresentati della sinistra. Contaminiamoci e con il Cantiere forniamo quel tassello che manca per la costituzione di un influente partito unico della sinistra italiana. Liberare l'Italia dal liberismo rosè (riformista???) del nuovo PD come ha fatto Lafontaine mettendo a disposizione la sua componente socialista "di sinistra e intransigente" in opposizione alla Socialdemocrazia passiva e "blairiana" di Schroeder. Sarò un ingenuo idealista ma, in questo triste mondo del "pragmatismo deviato", mi sento veramente un illuso privilegiato.

Tullio Cipriano
Permalink 03.07.06 @ 02:40
Commento di: Tullio Cipriano [Visitatore]
Ah dimenticavo, ovviamente sono d'accordo con Filippo Boatti.
Permalink 03.07.06 @ 02:43
Commento di: Marco Ottanelli [Visitatore] · http://www.democrazialegalita.it
in effetti le analisi del signor Boatti sono molto ben fatte, e dimostrano una capacità di vedere le cose che esula dalle varie propagande. In quanto a Mussi...posso esprimere tutti i miei dubbi? Mi pare il solito rilancio prima del rientro ai box
Permalink 03.07.06 @ 07:17
Commento di: Tullio Cipriano [Visitatore]
Certo Mussi fa tattica, questa volta con le argomentazioni giuste però! :))
Anch'io attendo un rientro ai box ma questa volta perderà qualche piuma.
Permalink 03.07.06 @ 08:42
Commento di: panus [Visitatore]
Salve!
Sono stato quindici giorni lontano dal computer, per cui non ho avuto la possibilità di continuare la discussione con l'ottimo Boatti. Ma adesso eccomi qua, pronto a riprendere.
Avevo l'intenzione di far rilevare a Filippo che Prodi è stato nominato leader dell'Unione anche grazie alle primarie che si tennero il 16 ottobre scorso. Per cui, disfare quello che si è fatto "molto democraticamente" con la partecipazione effettiva della base, mi sembra quantomeno bizzarro. Oltretutto, l'Ulivo (ossia il Pd in pectore) ha raggiunto un buon risultato elettorale alla Camera, per cui, quantomeno, la formazione del Pd mi sembra essere stata legittimata anche dal risultato elettorale ufficiale, oltrechè dai sondaggi (l'ultimo, curato dal prof. Diamanti è apparso proprio ieri su "Repubblica"). Insomma, la voglia di unità e di unificazione mi pare che sia sospinta proprio dal basso, da quei cittadini elettori e militanti ai quali sempre ci riferiamo quando dobbiamo sostenere le nostre tesi, ma i quali sempre disattendiamo quando si tratta di tradurne in pratica la volontà. E sono d'accordissimo con Occhetto (che non mi sembra contrario al Pd), quando dice, nel suo scritto iniziale, che il Pd non deve essere un contenitore vuoto di contenuti, come rischierebbe di essere se la sua formazione fosse affidata alle sole burocrazie.
Un'altra cosa che mi ha colpito, è stata l'intervista rilasciata ieri da Bertinotti al "Corriere della Sera", che sottoscrivo in pieno. Il Presidente della Camera afferma, infatti, la sua lealtà al centrosinistra, ribadendo l'impegno a governare per cinque anni, e riconosce che i temi della giustizia sociale e del risanamento economico sono così fondamentali da giustificare una collaborazione non solo con Prodi e l'attuale governo, ma anche con quelli che lui definisce i "borghesi buoni".
Bene. Bertinotti pone al centro le cose che io ho tentato di spiegare più su (necessità di bonifica e di risanamento), che sono proprie della visione politica di Prodi. Per cui la mia idea della legittimità, nello scenario attuale, di un "prodismo di sinistra" e di una lealtà verso questo governo, è suffragata da questa chiosa di Bertinotti, che meglio non poteva esprimere la mia grezza intuizione. Non è un caso che fino al '98 io sia stato bertinottiano e da quell'anno in poi prodiano (sempre col mio libero pensiero, naturalmente). C'è un filo rosso che unisce Prodi a Bertinotti.
Permalink 17.07.06 @ 02:31
Commento di: filippo boatti [Visitatore]
caro panus, riscontro che abbiamo visioni legittime, ma abbastanza diverse, e penso che andranno a collocarsi attorno a soggetti politici distinti. per esempio, per quanto mi riguarda le primarie sono un meccanismo che ha voluto segnalare una volontà di unità e di partecipazione, ma che di democratico ha ben poco(anche se in qualche caso possono essere utili), così come di democratico ha poco anche il sistema maggioritario. per quanto mi riguarda la democrazia avviene attraverso la discussione partecipata, e regolata, e non attraverso botte di plebiscito. bertinotti in questo momento lo vedo molto irrigidito dal ruolo (che comunque lui stesso ha voluto scegliersi). in fin dei conti le primarie sono state un'ordalia di massa per scegliersi un capo, a cui delegare tutto quanto, certo l'aspetto dell'ansia di partecipare è positivo, ma il resto sa di regressione.
Permalink 17.07.06 @ 05:31
Commento di: panus [Visitatore]
Caro filippo boatti, non so che risponderti: mi cadono le braccia.
A te non ti sta bene Prodi, non ti sta bene il partito democratico, non ti stanno bene le primarie (e il popolo delle primarie, suppongo), e non ti sta bene nemmeno Bertinotti. Non so se a te e se a tutti i compagni che la pensano come te stia bene qualcosa. Appartenete a una sinistra che non ci ha mai portato da nessuna parte, che, nel corso della storia, ci ha fatto patire solo sconfitte e delusioni.
Quando ragiono con rappresentanti di questa sinistra, il mio cervello si ingrippa. Sono compagni che sanno sempre tutto, che sembra sempre che abbiano pronta una ricetta per tutto, ma poi parlano sempre d'altro e sentenziano sempre che "tutto è uno schifo" e che non vale la pena di fare niente.
Per queste posizioni sterili il socialismo ha pagato dei prezzi altissimi. Io non voglio andare nel vicolo cieco. Voglio uno sbocco. E non penso che se Marx fosse vivo, mi avrebbe lasciato o portato in un vicolo cieco. Anche Bertinotti se ne rende conto, e poichè la sua mente è lucida e pensante, è una mente che sta cercando nuove strade per il cambiamento, che nella fase attuale può passare anche, nel medio periodo, attraverso Prodi e il Partito democratico, purchè, come afferma Occhetto, ci siano i contenuti, i programmi,le prospettive e la partecipazione di tutti.
Permalink 17.07.06 @ 07:47
Commento di: filippo boatti [Visitatore]
non do giudizi sulle persone e non le prendo per stupide, e sono andato anche io a votare alle primarie.
Permalink 17.07.06 @ 11:17
Commento di: panus [Visitatore]
Nemmeno io do giudizi sulle persone. La mia è una critica a una cultura, a un abito mentale, a un costume di certa sinistra estrema.
Per me le idee sono un mezzo e non un fine, per questo le voglio sempre aggiornare. Gli scienziati in generale ricercano e sperimentano, e mettono in discussione le loro teorie, non capisco perchè non dovrebbero fare altrettanto gli scienziati politici. Se un esperimento è fallito, si passa ad altro o lo si ripete cercando di non commettere gli stessi errori.
Ieri, su "Repubblica", Adriano Sofri, nel suo bellissimo articolo, rilevava che a sinistra ci sono delle "caste politiche", anche nella sinistra radicale. Queste caste sono delle vere e proprie corporazioni che campano di rendita sulle idee predeterminate, su valori sorpassati e su simboli anacronistici. Al pari delle burocrazie dei Ds e dei sindacati, che rispondono ad altri interessi, queste corporazioni costruiscono la propria esistenza e le proprie carriere politiche sull' "ideologia assoluta". Non mi pare che questo sia un approccio laico e disinteressato alla politica.
Fa bene Adriano Sofri a criticare Gino Strada. Il fondatore di "Emergency" è un grande uomo e un immenso compagno, ma è innamorato delle proprie idee e non è disposto a ragionare e a relativizzare le proprie posizioni intellettuali. Non possiamo avere la doppiezza di criticare il fondamentalismo religioso e poi essere noi stessi fondamentalisti sulle nostre idee. Bisogna ragionare e far correre il proprio pensiero alla stessa velocità di come gira il mondo e và la storia.

Achille Occhetto ha iniziato questa discussione con il suo articolo, e poi non è più intervenuto. Per correttezza e per rispetto ai compagni che hanno partecipato a questo confronto, sarebbe opportuno, secondo me, che il prode Achille reintervenisse e ci facesse conoscere il suo parere.
Permalink 18.07.06 @ 01:33
Commento di: filippo boatti [Visitatore]
io non sono di sinistra estrema e non mi piacciono gli articoli di adriano sofri. potresti parlare in generale invece di continuare a bersagliarmi? in modo che tutti possano partecipare?
Permalink 18.07.06 @ 07:34
Commento di: panus [Visitatore]
Filippo, io non ti sto bersagliando e già sto parlando in generale. Gli altri, se vogliono, possono intervenire.
Permalink 18.07.06 @ 08:04
Commento di: Tullio Cipriano [Visitatore]
Non mi piace il tono che questo blog sta assumendo. A parte che non credo che nessuno di noi, se non amico e confidente, è esattamente a conoscenza dell'idea che Occhetto ha del PD e ancor meno della chiave per la risoluzione dei problemi del socialismo italiano del 2000. Quindi tutte le opinioni, magari autorevoli, sono solo e sempre semplici rispettabilissime opinioni. C'è chi come Panus pensa che la sinistra possa vivere all'interno di un progetto come quello del PD (quindi con le modalità e nei contenuti (??) che si stanno dibattendo in questi giorni) e chi, come Boatti ed io (insieme a tanti altri compagni anche dentro i DS), pensa che la sinistra abbia la chance di rimanere ancorata ai principi del socialismo storico, quindi di critica al capitalismo e di riforma radicale della società e dell'economia di mercato, fuori dalla mediazione culturale e politica che il Partito Democratico, anche per la sua natura di "unione dei diversi riformismi" (cosa vorra dire poi?), sta prefigurando. Io credo che abbia ragione Folena quando sostiene che la sinistra non può esprimere la sua capacità critica e riformista (nel suo senso più autentico quello di "Potere e antipotere" per capirci) annacquandosi dentro un processo di "blairizzazione" dei DS, entrando quindi nel salotto buono del liberismo economico su posizioni di sbiadito progressismo di facciata. Dopotutto credo che le ragioni di diffidenza sul "blairismo" siano giustificate dalle ben note posizioni appiattite degli inglesi in politica estera che sono fortemente criticate, prima di tutto, dalla stessa sinistra inglese. Quindi opinioni e strategie diverse.....ma tutt'e due degnissime opinioni.
Peace
Tullio Cipriano
Permalink 20.07.06 @ 10:41
Commento di: filippo boatti [Visitatore]
infatti credo che le opinioni siano entrambe legittime e mi sono arrabbiato quando Panus ha dato della "certa sinistra" a chi condivide di più l'altra idea. non penso che chi non è d'accordo col Pd sia gente che lo fa perché si diverte a sfasciare. comunque, nel concreto, anche io penso che si debba sostenere Folena, sarebbe un errore fare finta di non accorgersi che il "ragazzo" sta lavorano bene.
Permalink 21.07.06 @ 15:37
Commento di: panus [Visitatore]
Non credo che questo blog stia assumendo un tono cattivo. E' solo una discussione serrata su un argomento all'ordine del giorno, ed è bene che si discuta, anche animatamente.
Non capisco perchè filippo boatti se la sia presa se io ho usato il termine "certa sinistra". Certamente non l'ho usato in forma dispregiativa, ma solo per indicare una parte della sinistra che non vuole crescere, nè maturare, e non si vuole assumere responsabilità di governo e di cambiamento.
Il Partito democratico, lo ripeto, è l'unica proposta fattiva che è in campo.
In questa fase della politica italiana di un siffatto partito se ne sente il bisogno per i seguenti motivi:

1) Può avere una funzione coagulante e stabilizzante del centrosinistra italiano. Diciamocelo chiaro: per risolvere i problemi del nostro paese, una coalizione così frammentata ed eterogenea, non può reggere nè può prendere decisioni importanti. Fino a quando ci sarà questa frammentazione, il centrosinistra sarà sempre debole e impotente. Auspico che, alla sinistra del Partito democratico, nasca un Partito laburista portatore di un riformismo forte e della difesa degli interessi delle classi lavoratrici e dei ceti più deboli. Tale nascita avrebbe un effetto ancora più rafforzante e unificante del centrosinistra. Ma non vedo all'orizzonte nemmeno una discussione che avvii la nascita di tale partito. Verdi, Rifondazione e Comunisti italiani, che potrebbero far spuntare tale partito, insieme alla sinistra Ds e alla sinistra sindacale, tutto fanno fuorchè puntare a questo.
E allora se non si fa questo, nessuno mi potrà convincere sull'inutilità del Pd.

2) Di un forte partito riformista, capace di essere maggioritario e trainante, se ne sente il bisogno, stando all'ordine del giorno i problemi (gravi) del nostro paese.
Questa Italia va riformata, risanata e bonificata. E per fare questo c'è bisogno di una coalizione forte, di un governo forte e di un partito e di un gruppo dirigente forti e trascinatori. Una coalizione debole e frammentata non avrà mai la forza di opporsi alle lobbies, alle corporazioni, ai monopoli, all'illegalità e alla criminalità.
Io che vivo al Sud, mi rendo conto che per combattere la criminalità che oramai controlla larga parte del territorio, c'è bisogno di uno stato forte e autorevole che sappia veramente contrastarla. E uno stato forte necessita di un governo forte e autorevole (sia ben chiaro: autorevole, non autoritario), che si faccia rispettare e che sappia imporre le proprie decisioni.
Questa maggioranza non si è saputa imporre ai tassisti, figuriamoci se riuscirà ad imporsi alla criminalità e allo strapotere delle altre corporazioni e monopoli che deturpano la vita sociale, economica e civile del nostro paese.
Quindi, la formazione di un partito, e di una leadership, forte, stabile, maggioritario e decisionale, è una necessità non solo nell'interesse del centrosinistra, ma nell'interesse di tutto il paese.
Il 9 aprile, con il berlusconismo e con il governo dell'illegalità e dell'antipolitica ce la siamo cavati per il rotto della cuffia. Ma se non si esce dalla babele delle divisioni a sinistra, il berlusconismo e tutto ciò che comporta ci sarà imposto per un tempo indefinito. Su questo Prodi ha ragione: se fallisce la sua line politica (altre, praticabili, non ce ne sono all'orizzonte), ci restano altri sessant'anni e più di berlusconismo. E sono certo che Prodi non lo dice per presunzione, ma solo perchè, in forma più elaborata e articolata, fa lo stesso mio ragionamento.
Permalink 24.07.06 @ 01:59
Commento di: filippo boatti [Visitatore]
senti panus, quando discuto con un altro che ha opinioni diverse dalle mie, evito di dirgli che è incapace di crescere e di maturare solo perché ha opinioni diverse, come D'Alema che ha dato del fanciullesco a Mussi solo perché gli ha detto in faccia quello che pensa PD. troppo comodo, troppo facile. se uno non parte dal presupposto che il proprio interlocutore è una persona adulta e responsabile ottiene solo di essere scambiato per arrogante. altro che dibattito serrato, un conto è il confronto e lo scontro e un altro è fare quello impaziente che legge la vita altrui. questo è bullismo politico non è discussione.
Permalink 24.07.06 @ 08:42
Commento di: panus [Visitatore]
caro filippo, sei a corto di argomenti politici. Vedo che ti concentri solo sulle questioni di etichetta. Se mi mettessi a spulciare i tuoi interventi (spesso un pò aroganti), avrei molto da ridire sulla irrispettosità delle tue parole.
Io cerco di discutere di politica in buona fede. Tu stai diventando "mamma, ciccio mi tocca!". Questo, se permetti, è un altro segno di immaturità, che rafforza le mie convinzioni.
Permalink 25.07.06 @ 01:26
Commento di: filippo boatti [Visitatore]
caro Panus non c'è dubbio, non essendo abituato a baciare le mani a nessuno e a fare ammoina invece di discutere, i miei interventi alle volte possono sembrare arroganti a chi è abituato al fatto che il capo non si discute, ma la vera arroganza è di chi vuole mettere il tappo a ogni dissenso e chiudere lì il dibattito politico per sempre in Italia.
Permalink 25.07.06 @ 17:32
Commento di: panus [Visitatore]
Caro filippo, ti ho già spiegato che io non milito in nessuna organizzazione, non bacio le mani a nessuno, non ho interessi, nè personali, nè di apparato, non devo fare nessuna carriera politico-burocratica, sono lontano dalla militanza attiva (di base) da almeno dieci anni, non ho nemmeno più l'età per aspirare a una carriera di apparato. Sono un cane sciolto, un libero pensatore, un uomo della società civile, tutto casa, lavoro e famiglia, al quale è rimasto l'hobby e l'interesse, culturale e civile, per la politica.
Se proprio dovessi definirmi, oggi come oggi, alla mia età, sono un piccolo borghese moderato (come ebbe a definirsi anche Nanni Moretti, con la differenza che lui è un borghese molto più grande di me), che ci tiene soprattutto alla giustizia, alla legalità, all'equità, all'onestà e al progresso economico e civile del paese e all'efficace funzionamento delle istituzioni. Proprio per questo, non sono il tipo da fare "ammuina", nè la sto facendo in questo blog (a proposito: c'è la solita punta di razzismo nella tua ironia: un meridionale è per forza colui che fa sempre "ammuina" ...).
E, vivaddio, non sono uno che mette i tappi alle discussioni: non sono così decisivo. E mi sembra che in questo blog, piuttosto, i tappi, io stia cercando di cavarli...
Permalink 26.07.06 @ 01:32
Commento di: filippo boatti [Visitatore]
caro panus ma se tu ti firmi panus io come faccio a sapere se sei meridionale o settentrionale non ho mica la palla di vetro. il fare ammoina (trovare sinonimo in un dialetto settentrionale) è un costume nazionale non certo relegato a una regione. ti faccio notare che io metto nome e cognome mentre tu continui a firmarti con un pseudonimo. dopodiché chiudo. però visto che lo spazio è illimitato se intervenissero anche altri non sarebbe un dialogo a due. non si può mica pretendere di aprire un forum e di stabilire a priori i contenuti. se qualcuno non avesse tirato fuori "l'immaturità di certa sinistra" mi sarei fermato alcuni post fa. un conto è pungere un conto è essere un po' maleducati fuori luogo volendo prendere i propri interlocutori per stupidi o per inferiori, minori o minorati (e rigorosamente anonimi mentre gli altri si firmano). saluti.
Permalink 26.07.06 @ 07:40
Commento di: filippo boatti [Visitatore]
Dico con molta franchezza quello che ho provato oggi guardando le gesta dei "nostri" in televisione. Oggi ho sentito il dibattito in Parlamento al question time e posso dire che da oggi qualcosa in me è scattato e pur guardando con attenzione quello che fa questo governo, che ha preso anche dei provvedimenti positivi come le liberalizzazioni di alcune professioni, non mi riconosco più in questo governo e in questo centrosinistra perché non c'è purtroppo nessuna discontinuità nell'idea e nel modo di concepire e gestire il potere rispetto a quello berlusconiano, che è il nodo e la battaglia culturale che dovrebbe distinguere la destra dalla sinistra, e invece non c'è nessuna differenza con i modi berlusconiani (è solo un fatto tuttalpiù di quantità). L'indulto, gli ufficiali della guardia di finanza rimossi da Visco (promossi a maggior incarico ovviamente), e poi una sceneggiata incredibile fra Villetti e Prodi che fa la parte del premier forte fingendo di avere un mandato costituzionale che non ha, del tutto fuori luogo e fuori tema a favor di telecamere, sono solo alcuni esempi di un modo ramificato e malato e non certo di sinistra di intendere il potere. Ognuno, ogni frazione e ogni corrente, persegue il proprio obiettivo particolare, alcuni obiettivi sono anche nobili e molti non lo sono affatto, ma nessuno che si preoccupi del contesto generale. E' peggio della DC, perché non riescono nemmeno a fare le cose di nascosto, pensano che sono tutti scemi e interessati solo alla pancia, non udenti, non vedenti e non senzienti. Così nella società italiana non cambierà mai niente e ognuno penserà soltanto ai cavoli suoi per poi magari piangere come sempre sul latte versato se gli capita qualcosa. Questo centrosinistra si disinteressa completamente delle operazioni culturali di fondo che dovrebbero anzitutto distinguerlo dal centrodestra, anzi non concepisce nemmeno di avere queste particolari funzioni. Saluti.
Permalink 26.07.06 @ 14:22
Commento di: panus [Visitatore]
Io di questo centrosinistra ho un pò vergogna. Ho vergogna di un ministro, Di Pietro, che dopo essersi trascinato in Senato uno come De Gregori, adesso scende in piazza a protestare contro il governo di cui fa parte, pur essendo, le sue eccezioni sulla proposta di indulto del tutto legittime e condivisibili; ho vergogna di un ministro dell'ambiente, Pecoraro Scanio, che di fronte alle montagne di rifiuti che si innalzano a Napoli e provincia, continua a dichiarare che lui è contrario ai termovalorizzatori, senza offrire alcuna soluzione al problema; ho vergogna degli otto senatori che fanno della politica estera italiana solo un caso di coscienza, come se governare un paese fosse un esercizio di meditazione di filosofia morale; ho vergogna di un ministro, Mastella, che minaccia le dimissioni un giorno si e l'altro pure, per poi accaparrarsi sempre i meglio posti, per se e per i suoi;ho vergogna della discussione tra Ds e Margherita che riduce la fondazione del Partito democratico alla sola questione se stare o no nel Pse; ho vergogna delle diatribe che nascono quotidianamente all'interno della coalizione che impediscono di guardare ai problemi reali del paese.
Per fortuna abbiamo uomini lucidi come Prodi, Padoa Schioppa e Bersani, che si sforzano di affrontare i problemi reali e non le questioni di bottega e di cordata.
Aggiungo che finalmente abbiamo un nuovo gruppo dirigente alla Fiat che, oltre a rilanciare l'azienda, stringe accordi con gli indiani, facendo ammenda della politica fin qui seguita che ci contrapponeva ai paesi emergenti del Sud-est asiatico, rinchiudendoci nell'asfittica e provinciale politica di autosufficienza, di protezionismo, di filo-americanismo, che ci avrebbe condannato all'isolamento e alla decrescita.
Permalink 27.07.06 @ 01:30

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