Dettagli del messaggio: Benevenuti a Moggiopoli

11.05.06

Permalink 12:31:43, Categorie: Economia, 431 parole   Italian (IT)

Benevenuti a Moggiopoli

di Oliviero Beha

Ebbene sì, più passano i giorni e gli avvisi di garanzia e più pare appropriato rifarsi a Tangentopoli per capire il sisma calcistico. Potremmo chiamarla “Piedi puliti”, ma a parte la mancanza di fantasia, sono costretto a ricordare qui che la formula uscì già nel ’93, quando in risalto cubitale le cronache avevano il caso Lentini, quel galantuomo di Borsano, i fondi neri del pallone ecc. Tutto dimenticato? Naturalmente, per vivere bene - dicono i saggi - ci vuole cattiva memoria e buona salute. Ma insomma, già all’epoca da “Mani pulite” al pallone il passo era stato breve. E senza esito, a quanto pare. E infatti che l’esito di Tangentopoli sia complessivamente l’Italia di oggi, extracalcistica e intracalcistica, fa rabbrividire, ne convengo. Ma è colpa dei giudici, è sempre colpa dei giudici? Nel paragone tra quella Tangentopoli, di Mario Chiesa, Craxi ecc. ma anche di Di Pietro, Borrelli ecc., e questa Tangentopoli rotonda, il riferimento ai giudici e alla giustizia sembra indispensabile, per notare le differenze e cercare di diradare la polvere.

Una polvere che ha permesso all’arbitro De Santis, il nostro candidato primo per fischiare ai Mondiali di Germania, di stigmatizzare sui giornali di ieri “il massacro cui ci state sottoponendo”, lo stesso De Santis sui giornali di oggi dentro fino al collo nell’inchiesta penale. Una polvere che ha permesso a una parte degli addetti ai lavori di celebrare il coraggio di Carraro, dimissionario a quanto pare non irrevocabile dalla presidenza della Federcalcio, che ha detto “non ci sto a fare il piccione”: peccato che nessuno rimarchi che è da trent’anni dall’altra parte della carabina…. E il giorno dopo le dimissioni venga fuori che è indagata la figlia di Geronzi, cfr. la Gea, in altra società con il figlio di Carraro. Prosapie che si intendono, evidentemente.
E il discorso diacronico è appunto quello decisivo: fa male a (quasi) tutti, lo so, ma è decisivo.

Come per la Tangentopoli di Mario Chiesa, così qui il marciume è stato prima artigianale e solo dopo,nel tempo, si è industrializzato, abbassando la soglia dell’etica e alzando quella dello schifo. Non sto qui a tracciarne l’albero genealogico, ma i tanti soldi del “calcio-spettacolo”, di Berlusconi, Cragnotti e c. e ora la recessione economica spiegano benissimo questo processo di degenerazione. E gli addetti ai lavori sapevano, anche se non volevano sapere. Oppure erano rimbambiti dal pathos calcistico. Non c’è una terza chiave di lettura, ma casomai in certi casi una zona grigia tra le due. E vale per tutti i frequentatori degli stadi,dalle tribune autorità a scalare, sulla pelle del tifoso/spettatore/telespettatore.

Commenti:

Commento di: Giovanni Argento [Visitatore]
Il mondo del calcio e' lo specchio dell'Italia.
Ha ragione Beppe Grillo: bisogna ordiare il calcio.
Permalink 12.05.06 @ 15:02
Commento di: Achille Lissoni [Visitatore]
Niente di nuovo.
Non sono più andato allo stadio da quando hanno cominciato a disputare le partite alla sera, anche in certe sere d'inverno con un freddo boia, per esigenze televisive. E da diversi anni non mi interessano più nemmeno i risultati, anche quelli della nazionale.
MI sono sentito preso in giro e francamente, dal mio punto di vista, non capisco più i tifosi che pensano che la loro squadra possa essere immune da tali schifezze.
Ora viene fuori che il calcio è come la politica. Ma poteva essere diversamente? Non solo per il calcio.
Permalink 12.05.06 @ 16:02
Commento di: edoardo [Visitatore]
Faccio fatica a dire la mia, sono perfettamente in sintonia con Oliviero.
Il titolo, in questo caso, dice tutto, è veramente di una chiarezza esemplare " Moggiopoli ".
Che dire, è già difficile giocare nel pantano, lo è ancora di più quando dal pantano del campo da gioco si finisce in quello della corruzione del sistem calcio e inevitabilmente in quello politico.
Mettiamo in funzione le idrovore e proviamo, chissà domani sarà un giorno migliore.
Permalink 12.05.06 @ 16:49
Commento di: Sciltian Gastaldi [Visitatore] · http://www.anellidifumo.ilcannocchiale.it
Credo sia l'articolo di commento più azzeccato che abbia letto in questi giorni. Penso che il procedimento mentale dell'arbitro De Santis andrebbe studiato nelle eventuali nuove Frattocchie, perché è proprio quella mentalità lì che ci risulta del tutto aliena da comprendere. Per fortuna.
Permalink 14.05.06 @ 14:42
Commento di: Andrea Di Paola [Visitatore]
Era già infinitamente triste che in un paese che vorrei definire civile il calcio abbia occupato un simile spazio vendendo due prodotti: una identità ed un argomento di conversazione!!! Mi auguro che l'emersione di questo squallido contesto sia uno stimolo per molti italiani per dedicarsi ad altro, magari a fare dello sport in prima persona...
Permalink 14.05.06 @ 16:12
Commento di: Luigi Villani [Visitatore]
Il clima in cui si sono svolti i fatti d'altronde era propizio.
Delegittimazione della magistatura atraverso i ripetuti e continui attacchi da parte del ministro della giustizia del presidente del consiglio e di tutto il centrodestra al governo.
Provvedimanti che miravano a non far funzionare la giusticia, abrogazione del reato di falso in bilancio, rogatorie internazionali più difficili, ex cirielli ecc. ecc. Un clima che ha tranquillizzato i soliti furbi che hanno creduto di poterla fare franca. Io ritengo che anche per il calcio è il caso di adottare il codice etico proposto dal Cantiere che dovrà allontanare dalla gestione del calcio i truffatori e le persone che hanno avuto precedenti, incluso naturalmente coloro che sono stati coinvolti nell'attuale vicenda ingannando milioni di sportivi. Occorre insomma creare un clima propizio affinchè si affermino le regole per il raggiungimento del bene comune. un clima dove anche la sola riprovazione pubblica allontani il malaffare.
Permalink 15.05.06 @ 11:42
Commento di: marco ottanelli [Visitatore] · http://www.democrazialegalita.it
mi stupisce lo stupore. Basta prendere in mano un qualunque quotidiano dell'anno scorso, o di due anni fa, o di tre anni fa, o di quattro anni fa, e ci imbarretemo in "casi arbitrali", in retrocessioni e ripescaggi, in fallimenti evitati ed in salvataggi falliti, in campionati rimandati o in classifiche rivisitate. Il solito troiaio, come si dice in Toscana. E, come tutti troiai, con un gran seguito di pubblico. Potrei fregarmene completamente, ma purtroppo il calcio vuol dire anche stadi, treni, traffico, polizia, carabinieri, coinvolgimenti dei Comuni (come il mio, quello di Firenze, che è legato finanziariamente con la società Fiorentina), bilanci truccati che trascinano gente ignara nel fallimento....insomma, anche se lo aborro, il calcio coinvolge anche me, perchè impegna intere città ed il denaro pubblico, per non parlare dei palinsesti televisivi. Invito caldamento Luigi Villani, che nel campo è un esperto, a narrarci qualcosa, solo qualcosa del Cosenza Calcio, tanto per dare a tutti una idea di come vadano le cose non da adesso, ma da sempre o quasi.
Permalink 15.05.06 @ 12:33
Commento di: marco ottanelli [Visitatore] · http://www.democrazialegalita.it
ho fatto un po' di errori di battitura, nel post precedente, ma insomma, è comprensibile, spero :-)
Permalink 15.05.06 @ 13:05
Commento di: Luigi Villani [Visitatore]
Anch’io come Marco Ottanelli non mi interesso di calcio. Ai miei bambini che mi chiedono a quale squadra appartengo rispondo di appartenere alla squadra dell’Italia. Le uniche partite che seguo sono i mondiali.
Da quando è nata Forza Italia il cavaliere mi ha tolto la possibilità di sfogarmi nel modo più giusto e urlo “Forza ..ragazzi” ma non è la stessa cosa! Oltre metà degli italiani dovrebbe sentirsi indignati per essere stati defraudati anche dello slogan nazionale!
Non mi interesso di calcio da quando ho capito che il calcio è troppo business (sì proprio all’americana). E’ naturale che dove circola troppo business c’è più propensione al malaffare. Occorrono più controlli sia da parte dei vari organismi preposti che da parte della magistratura. Difficile in una giungla legislativa (oltre150.000 leggi) ove qualsiasi avvocato può trovare tutto e il contrario di tutto; Corruptissima Repubblica Plurimae leges diceva Caius Cornelius Tacitus.

Non voglio tediarvi con le mie “astruse” teorie sulla ricerca del bene comune. Dato che sono stato chiamato in causa da parte di Ottanelli sul Cosenza Calcio vi annoierò ancora di più fino al disgusto totale e vi racconto il curriculum di un candidato alle ultime elezioni. Bonaventura La Macchia candidato n. 5 nella lista dell’UDEUR per il Senato.

Eletto alla Camera nel 1996 col proporzionale dietro Tiziano Treu (che diverra’ ministro del lavoro) con la Lista Dini-Rinnovamento Italiano.

Bonaventura Lamacchia nello stesso anno viene rinviato a giudizio, quale amministratore delegato del Cosenza Calcio dal 1989 al 1994 e poi presidente da gennaio ad ottobre 1994, per emissione di fatture e attestati fiscali non corrispondenti al vero (operazioni inesistenti), scritture contabili irregolari e false, costi inesistenti riferiti a documenti contabili mai esistiti, falso materiale, ricettazione, falso in bilancio, falso ideologico, evasione fiscale quantificata dalla GdF in oltre 30 miliardi di vecchie lire!

La gestione “allegra” del Cosenza Calcio continua nel capo d’imputazione con: 1 miliardo per l’acquisto delle reti delle porte, 800 milioni per il rifacimento del manto erboso dello stadio San Vito di Cosenza, cessione a terzi di oggettistica in oro e altro materiale prezioso di”gadget” riportanti il marchio del Cosenza Calcio, nel 1992, per 110 milioni.

Nel 1997 Lamacchia ammette tutte le responsabilita’ e patteggia 2 anni e 5 mesi. Ma e’ indagato anche a Roma per l’iscrizione irregolare del Cosenza Calcio al campionato(anni ’90-91 e ’94-’95). Per tali fatti apre un’inchiesta anche la Procura federale della Federcalcio,che si conclude con l’interdizione per CINQUE(5) anni di Bonaventura Lamacchia a svolgere qualsiasi incarico di natura sportiva. Rimane però parlamentare!

Nel 1999 passa da Rinnovamento italiano all’Upr di Cossiga e poi all’Udeur di Mastella. Nel 2001 rischia di presentarsi di nuovo alla Camera ma c’è un problema di firme e al suo posto si presente Pacenza.

Con altra inchiesta sulle spalle relativa a turbative d’asta all’epoca in cui Lamacchia e’ sindaco del suo paese, Spezzano Piccolo in Provincia di Cosenza, nel Gennaio del 2002 la Procura di Cosenza emette mandato di arresto per Lamacchia per nuovi reati: bancarotta fraudolenta ed estorsione. Lamacchia, insieme ad altri, tutti condannati, ha distratto somme di danaro dalla società Edicom per circa 2 miliardi di vecchie lire. Soldi che sarebbero dovuti confluire nell’attivo fallimentare e che invece sarebbero stati destinati alla creazione di altre società.
Verra’ arrestato, dopo 1 mese di latitanza, l’8 Febbraio 2002. Per tale vicenda si fa 4 mesi di carcere in attesa del processo e poi patteggia nel Luglio 2004 altri 2 anni e 6 mesi.
Il 5 Marzo del 2003 la DDA di Catanzaro arresta 19 persone a Cosenza per usura e riciclaggio. Fra gli strozzati figura Bonaventura Lamacchia, che secondo gli inquirenti aveva ricevuto un ingente prestito dagli uomini del clan.
Nel 2004 Lamacchia si e’ candidato alle Europee raccogliendo oltre 8000 voti e rischiando di essere eletto parlamentare europeo. L’art. 4 dello Statuto del partito di Mastella, fra i doveri del socio, annovera quello di “..tenere una irreprensibile condotta morale e politica…”. Inutile chiedersi come mai in Italia ci sono partiti che “pretendono” una “irreprensibile condotta morale” e poi candidano persone sotto processo e condannati… !
Che marciume! Ma di che cosa vi meravigliate!
Permalink 15.05.06 @ 14:02
Commento di: Gabriele Pazzaglia [Visitatore]
Non sono stupito di quel che è accaduto anzi, viste le persone con cui abbiamo a che fare, mi aspettavo, mi aspetto e mi aspetterò sempre di peggio. L'ultima, in ordine di tempo, è il probabile coinvolgimento della banca dello Ior per l'accumulazione di fondi neri dell'oramai nota GEA. Di questa società e dei suoi soci si era già occupato Report ma, nonostante la precisione dei dati e le oggettive conclusioni dei giornalisti, è stata una denuncia al silenziatore.

E' bene specificare che la juventus non è solo arbitri. Dal processo per doping sono emersi dati che in paese normale avrebbero causato la retrocessione della squadra in serie Z. Gli imputati, Giraudo e Agricola (medico sociale) sono stati assolt in in appello, non perchè il fatto non sia stato commesso ma perchè i fatti ravvisati non sono stati considerati reato (non di doping, che in questo processo non c’entra, bensì di frode sportiva). Quali sono questi fatti? Vi cito i più importanti: detenzione di 281 specialità medicinali (di cui il 75% sprovvisti dell’obbligatoria ricetta medica) utilizzati con finalità diverse da quelle indicate nel foglietto illustrativo che, per la legge n.94 dell’ 8 aprile 1998, non sono derogabili (in quanto le tesi di Agricola non sono supportate da sperimentazioni cliniche). Tra i farmaci utilizzati quelli più importanti sono: Il neoton (indicato per le malattie cardiache), il Samyr (anti-depressivo), il Liposom Forte ( per le “turbe neuroendocrine”), Orundis (anti-infiammatorio il cui possesso è consentito solo agli ospedali) creatina (come riserva di energia).

Mi sono stupito solo di una cosa: ma questi tifosi masochisti come fanno a sentirsi ancora appartenenti ad una squadra?
Permalink 19.05.06 @ 12:19

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